Un piccolo esercito a caccia di unassunzione sicura in tempi critici per leconomia Il 21 ottobre saranno pubblicati i calendari: le sessioni probabilmente entro lanno Amatissimo impiego pubblico Novemila in corsa in Piemonte per 62 posti ai Beni Culturali Stipendio dingresso: 1100 euro. Il custode la figura più richiesta Un piccolo esercito a caccia di unassunzione nel pubblico: i calendari il 21 ottobre. La paga: mille euro Alla fine ne passeranno sette ogni mille. È questa la proporzione in Piemonte tra i candidati al maxi concorso promosso dal ministero dei Beni Culturali. In palio 62 posti, di cui 41 per ricoprire la funzione di vigilante nei musei, negli archivi e nelle biblioteche di Stato sparse in regione. Ai nastri di partenza più di 9.200 persone alla ricerca di un impiego sicuro, per di più nel pubblico, con uno stipendio dingresso poco sopra i mille euro. Ma i ruoli messi a bando, per la Cgil, sono insufficienti a coprire gli organici, al di sotto del 40 per cento in Piemonte. Sette posti ogni mille candidati. Sarà la fame di lavoro, sarà il mito dellimpiego pubblico, sempre più ambito, sarà il blocco di tutti i concorsi. Un mix di ragioni che ha prodotto un solo effetto: sono oltre 9200 le persone che aspirano ad uno dei 62 posti messi in palio dal ministero dei Beni Culturali in Piemonte. Avanguardia dei 160 mila persone che a livello nazionale sperano di conquistare uno delle 500 figure che verranno prese dallo Stato. La crisi infatti sembra aver chiuso le porte delle aziende private, dove bisogna fare i conti con la flessibilità, mentre la crisi delle casse degli enti pubblici ha messo un freno alla valvola di sfogo di Comuni, Regioni e Province. Un posto ministeriale sicuro fa invece gola a molti. Lultima occasione per essere assunti come vigilanti nei musei risale al 1986, mentre i candidati per un impiego come colletti bianchi e tecnici hanno approfittato di una finestra nel 1995. Poi più nulla. Appena è uscito il nuovo bando, che si è chiuso il 18 agosto, a Roma sono fioccate le domande. Un piccolo esercito alle prese con i libri, tra diritto privato, penale e cultura generale, solo per citare alcune delle materie richieste per i test. Non si conoscono ancora le date per le selezioni, il 21 ottobre saranno pubblicati i calendari, ma le sessioni si dovrebbero tenere entro la fine dellanno. Prima una prova preselettiva, un terno allotto: unora di tempo per rispondere a cento quiz estratti su un bacino di 4 mila quesiti. Chi supererà il test - saranno ammessi al massimo un numero di persone superiore a cinque volte i posti messi a concorso - farà lo scritto. Il numero di posti più cospicuo è quello dei vigilanti, mansione per cui è sufficiente il diploma di scuola superiore. In tutto 41 posti tra musei, siti archeologici, biblioteche e archivi. A tentare di conquistare un posto saranno più di cinquemila. Stipendio dingresso? Meno di 1.100 euro. Sono stati messi a concorso, però, anche ruoli di funzionario amministrativo (tre posti) archeologo (quattro posti) architetto (undici posti) archivisti (un posto) e storico dellarte (due posti). Migliaia i candidati in lizza che aspirano, come primo salario, a circa 1.400 euro, massimo 1.500 al mese. I numeri messi a bando dal ministero non placano la fame di lavoro e soprattutto, secondo i sindacati, non servono a riequilibrare i buchi di personale del settore. In Piemonte dipendono dai Beni Culturali circa 750 persone, la maggior parte, 680, concentrati a Torino. «Ma si tratta di una pianta organica studiata nel 1997 e aggiornata, in minima parte, nel 2001 - racconta Rino Rossi della Cgil-Funzione Pubblica - insufficiente per le esigenze di oggi. Siamo sotto e di molto. Se a livello nazionale manca un 20 per cento di personale, in Piemonte arriviamo a sfiorare il 40 per cento. Ci sono archivi, a Verbania o a Biella, dove non si riescono a garantire i turni avendo solo quattro addetti per ciascuna sede. Ed anche al Palazzo Reale di Torino, dove il personale è in servizio undici ore al giorno, la situazione è difficile». I 62 posti sono una goccia in un mare per la Cgil. «Il quadro più difficile è sul fronte della vigilanza - aggiunge Rossi - il prossimo anno lasceranno il posto una decina di persone, il turn over non è garantito da anni, per cui non cambierà nulla. Non ci saranno miglioramenti».
PIEMONTE - Boom di domande al concorso da custode nei musei In novemila per 62 posti
Il ministero dei Beni Culturali ha pubblicato un bando per 62 posti di vigilante nei musei, siti archeologici, biblioteche e archivi in Piemonte. I candidati devono avere il diploma di scuola superiore e rispondere a un test preselettivo. Il stipendio è di circa 1.100 euro al mese. La Cgil ha criticato il numero di posti, che non copre la maggior parte dei buchi di personale nel settore. In Piemonte, i dipendenti dei Beni Culturali sono 750, ma la pianta organica è insufficiente per le esigenze di oggi. I sindacati chiedono un aumento del numero di posti e miglioramenti nella gestione del personale.
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