Ieri allinaugurazione presente anche Prodi al suo primo giorno di lavoro per lOnu Dal 22 disegni e acquerelli saranno esposti anche allIstituto di Cultura Italiano A quarantaquattro anni dalla sua scomparsa, aldilà delloceano che Giorgio Morandi non attraversò mai, il Metropolitan Museum di New York ha dedicato al pittore di via Fondazza la prima mostra di ampio respiro che gli sia mai stata consacrata sul suolo americano. Linaugurazione ha riunito nel tardo pomeriggio di ieri al Met un piccolo ma significativo manipolo di bolognesi: vi era tra di loro anche lex presidente del consiglio Romano Prodi, ieri al suo primo giorno di lavoro per lOnu. Delle 110 opere di Morandi riunite dai curatori Maria Cristina Bandera, direttore della Fondazione Longhi di Firenze, e Renato Miracco, direttore dellIstituto di Cultura Italiano di New York, 28 infatti sono giunte dal museo di Palazzo dAccursio. E poiché con la mostra si è realizzata anche unimportante collaborazione tra il Metropolitan e il Mambo di Bologna, che lospiterà da gennaio, erano presenti Lorenzo Sassoli e Gianfranco Maraniello, rispettivamente presidente e direttore, e Massimo Iosa Ghini, larchitetto che ha curato il progetto di allestimento della casa natale dellartista in via Fondazza, e Angelo Guglielmi, lassessore alla cultura del Comune che proprio con Morandi conclude la tetralogia delle grandi mostre promosse dal suo assessorato. Carlo Zucchini, esecutore testamentario delle ultime volontà di Maria Teresa Morandi, ha portato la sua personale testimonianza di amico e sodale della famiglia dellartista. Né poteva mancare Cecilia Matteucci, presidente degli Amici del Museo Morandi. A New York sono volati anche Marina Forni, presidente della sezione bolognese del Fai, Rita Finzi, imprenditrice e consigliere damministrazione del Mambo, e Flavio Chiussi, collezionista e anchegli membro del cda del museo. Nei giorni scorsi il ministro per i beni culturali Sandro Bondi ha dichiarato che «Come italiano e come ministro non posso che essere lieto della retrospettiva dedicata alleclettico talento di Giorgio Morandi», pittore e incisore che «rappresenta alla perfezione litalico genio creativo». Morandi a New York farà tappa anche allIstituto di Cultura italiano, con la mostra di acquerelli e disegni provenienti da raccolte americane e dallEstorick Collection di Londra, e linaugurazione del 22 settembre sarà festeggiata dallambasciatore Giovanni Castellaneta e dal console generale a New York Francesco Maria Tatò, dal sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti e dai consiglieri del ministro Bondi Alain Elkann e Angelo Crespi. Una terza tappa morandiana sarà Casa Italiana Zerilli Marimò, che per tutto il mese di ottobre esporrà una selezione di acqueforti. In novembre, infine, sarà la Regione Emilia-Romagna a promuovere, attorno a Morandi a New York, una serie di manifestazioni promosse dalla Consulta per gli emiliano romagnoli allestero, che nella sola New York conta una decina di associazioni: certamente due concerti dei Solisti dellOrchestra del Teatro Regio di Parma e, non ancora confferemata, la rappresentazione di Morandi, il testo di teatro che Luigi Gozzi ha dedicato allartista, interpretato da Marinella Manicardi.
New York tra mostre e mondanità celebra il pittore di via Fondazza
Ieri, allinaugurazione, il presidente del consiglio Romano Prodi ha preso parte alla mostra di Giorgio Morandi al Metropolitan Museum di New York. La mostra, che si apre con la prima esposizione di opere del pittore di via Fondazza in America, raccoglie 110 opere provenienti da musei e collezioni private. La mostra è stata curata da Maria Cristina Bandera e Renato Miracco. Il ministro per i beni culturali Sandro Bondi ha espresso la sua soddisfazione per la retrospettiva dedicata a Morandi, che rappresenta litalico genio creativo. La mostra sarà seguita da altre esposizioni a New York, a Palazzo dAccursio e in Emilia-Romagna.
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