Nello scorso giugno il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha posto il vincolo su due stazioni: Amendola e Caiazzo. Ci basta? No. No perché prima di dichiararci soddisfatti vorremmo sapere dal Comune di Milano che è il proprietario delle stazioni, oltreché di Atm, il gestore della linea, perché non ha fermato lo scempio. Impossibile credere che vi fossero urgenti necessità di adeguamento tecnologico o di ristrutturazione funzionale delle stazioni, perché da quel punto di vista le stazioni sono rimaste identiche e da quello tecnologico leventuale passaggio di nuovi impianti era stato largamente previsto dai progettisti fin dalle origini. Non resta che pensare al desiderio di un ricambio di immagine. Desiderio di chi? Di Atm evidentemente. Con il consenso del Comune? Ne hanno mai parlato? La domanda diventa stringente e puntuale pensando allExpo ed a quello che potrà succedere in città se ogni azienda, se ogni ente che ha la responsabilità o la gestione di spazi pubblici o collettivi può interpretare a modo suo limmagine della città, animati tutti dal desiderio di stupire, dallansia di primeggiare nello sfoggio di fantasia. Quando si tratta poi di colori e di arredo davanguardia delle stazioni di metropolitana bisogna avere almeno la sapienza di un Alessandro Mendini - che ne ha realizzate alcune a Napoli - per cimentarsi con un tema così importante per la città. Per la linea uno di Milano non basta salvare e imbalsamare due stazioni, si tratta di unintera linea non di episodi casuali.
MILANO - un restyling senza identità
Il ministero per i Beni e le Attività Culturali ha posto vincoli su due stazioni di metropolitana: Amendola e Caiazzo. Il Comune di Milano è proprietario delle stazioni e di Atm, il gestore della linea. Non ci sono state urgenti necessità di adeguamento tecnologico o di ristrutturazione funzionale. La decisione potrebbe essere motivata dal desiderio di un ricambio di immagine. La questione diventa più stringente considerando l'Expo e il potenziale impatto sulla città. Le stazioni di metropolitana richiedono un design di alta qualità per non essere considerate "episodi casuali". Il Comune di Milano dovrebbe avere una maggiore attenzione alla gestione delle stazioni.
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