"Nemmeno un centesimo per i lavori" Petruzzelli, la famiglia avverte Emiliano: il canone daffitto non si tocca Museo archeologico, si cambia il "cannocchiale" tolto dal progetto Oggi il vertice con il sindaco che vuole chiudere la trattativa Si riparte dal protocollo dintesa Adesso si aspetta la ratifica da parte del ministero dei Beni culturali. Prove di dialogo. La fondazione Petruzzelli cerca unintesa con i Messeni Nemagna. Archiviata la fase delle polemiche, il sindaco Michele Emiliano, in qualità di presidente dellente lirico, tenta di ricucire i rapporti con i proprietari del teatro. Un passaggio fondamentale, quello in programma nel pomeriggio a Palazzo di Città, necessario per garantirne non soltanto la riapertura, ma anche e soprattutto la futura gestione. «Si tratta del primo incontro - spiega Emiliano - Cercheremo di riannodare i fili del dialogo». Il sindaco non ha dubbi: il punto di partenza del confronto non potrà che essere il protocollo dintesa sottoscritto il 21 novembre 2002 da proprietari e Regione Puglia, Comune e Provincia di Bari. «Credo - dice - che i Messeni Nemagna sappiano bene che se salta quellintesa, lo Stato eserciterà il diritto di ritenzione del teatro fino quando non rientrerà in possesso dei soldi investiti. È interesse di tutti non soltanto riaprire, ma anche gestire il nuovo Petruzzelli». Da questo punto di vista, il primo punto di intesa dovrà riguardare laffidamento alla fondazione lirico-sinfonica del teatro ricostruito. Non è passaggio meramente formale, visto che nel protocollo dintesa si parla di gestione a cura di una fondazione da costituirsi da Regione, Provincia e Comune e che lente lirico è nato soltanto nel 2003. Lavvocato Ascanio Amenduni, che con lavvocato Mario Giannattasio rappresenta i tre quarti della proprietà, aspetta di conoscere le proposte di Michele Emiliano. «Andremo a Palazzo di Città per ascoltare - annuncia - Ci fa comunque piacere che Emiliano ci abbia convocati anche in qualità di presidente della fondazione lirico-sinfonica». Per lavvocato Amenduni laccordo si può trovare in tempi brevissimi. «Limportante - osserva - è riconoscere la validità del protocollo dintesa del 2002 in tutti i suoi punti. Quellaccordo è di una semplicità disarmante. Quindi, sarà sufficiente rispettarlo per risolvere tutti i problemi». Le richieste dei proprietari, a dire il vero, riguardano anche lesecuzione dei lavori. «Già da alcuni mesi - rileva Amenduni - abbiamo chiesto, senza ottenere risposte, di sapere se la ricostruzione stia avvenendo nel rispetto del protocollo dintesa. Non basta che ci venga assicurato che il Teatro Petruzzelli sarà ricostruito e riaperto al pubblico. Vogliamo la garanzia che non ci sarà chiesto alcun rimborso per i lavori. Laccordo, da questo punto di vista, parla chiaro: è tutto sulle spalle degli enti pubblici. Se non dovessimo ottenere questa garanzia, è chiaro che lintesa cadrebbe e tutto ritornerebbe in discussione. Su questo punto abbiamo chiesto un impegno preciso anche a Provincia e Regione». Il protocollo dintesa sottoscritto a Roma il 21 novembre 2002 prevede limpegno di Comune, Provincia e Regione a ricostruire il teatro «tramite apposita fondazione». La proprietà deve invece cedere luso del teatro e del marchio per 40 anni, dietro pagamento di un canone di 500mila euro lanno (con rivalutazione Istat). Era anche previsto, fino alla riapertura, il pagamento di una penale di 125mila lanno nel caso in cui il Teatro non fosse stato ricostruito nel quattro anni successivi alla firma dellintesa. Inoltre, gli enti pubblici si erano impegnati a riconoscere ai proprietari i diritti di palco goduti in precedenza.