In una sua canzone, Dario Fo se lera immaginata come sexy. Capace di conquistare una gran dama con labito nuziale, inavvicinabile. La gran dama era il Duomo. Il Casanova, la Galleria. A detta di tutti, anche del premio Nobel, il cuore di Milano. Che forse ha bisogno di un cardiologo. Visto lo stato di salute. Età avanzata, sintomi di acciacchi preoccupanti (3o minuti di pioggia e pare Venezia con lacqua alta). Sicuramente non è sexy. Difficile trovare un solo milanese (vip) dire: va bene così. La galleria è ok. Il giudizio è trasversale. Dipendesse da Dario Fo la chiuderebbe per un po. «Cade a pezzi. Come altre cose a Milano. Ci vuole coraggio: su i ponteggi e rimbocchiamoci le maniche». In Galleria Fo dava appuntamento alle sue «morose». Pure a Franca Rame, puntualizza. Carla Fracci, invece, incontrava-Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn. Oggi, dice, quando ci va prova sconforto. «milano è la Scala, il Duomo e la Galleria. Stanno riducendo tutto in miseria. Cosa vogliono: cancellare lidentità?». Philippe Daverio, che da assessore ha ripulito il pavimento della Galleria, in gioventù lì faceva il giro delle palle di toro. «Un passatempo da studenti. Si girava sul tacco». Il critico darte pone una questione politica. «Qual è il destino della Galleria? Unoperazione immobiliare o il posto che appartiene ai cittadini? Lo dica il Sindaco. Il centro deve avere un cuore». Anche perché la Galleria nasce con una vocazione, come dire, centrale. Flavio Caroli, docente di Arte moderna, è chiaro: «Milano non è come Roma, aperta. E concentrica. La Galleria? Il segno dellincuria». Daccordo Carlo Bertelli, critico darte, che suggerisce di farne una possibilità economica: «La gestionecosta. Allora che si affittino i suoi appartamenti a chi è di passaggio in città. E non a residenti fissi». Non misura la milanesità con la Galleria Lella Costa. «Non è il centro di Milano. Ci sono più cuori. Certo mi viene da ridere quando sento di un hotel a sette stelle. Ero rimasta a cinque». Gae Aulenti è poco interessata alle stelle. E un architetto. Dice: «Cosa funziona in questa città? Niente. E ci meravigliamo del degrado della Galleria?». Riassunto del suo pensiero: «Un disastro». Berteli! Aulenti , . Fo Storico x-.-: Architetto Premio dellarte Nobel La gestione costa, si La città e ferma, il cuore i iianug allarghi ii giro affltti come la sua Ga:llefi a cade a pezzi
MILANO - Fo: Milano abbia coraggio Va chiusa per farla rivivere
Dario Fo, il famoso attore e regista, ha espresso le sue opinioni sulla Galleria Vittorio Emanuele II di Milano. Secondo lui, la Galleria non è più sexy e non è più il cuore di Milano. Ha anche criticato la gestione della Galleria, affermando che è un disastro. Il critico d'arte Carlo Bertelli suggerisce di farla una possibilità economica, affittando gli appartamenti ai turisti. L'architetta Gae Aulenti ha espresso un'opinione simile, affermando che la città non funziona e che la Galleria è un esempio di degrado. Il sindaco è chiamato a prendere misure per salvare la Galleria.
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