I padroni di Villa Balbianello «contrarissimi» alla lottizzazione: «Nessuna utilità pubblica, e in ogni caso è una ferita al paesaggio» Lenno La pratica che intende istruire la Soprintendenza sulla realizzazione di quattro villette nel polmone verde della penisola del Lavedo, non è l'unica iniziativa che presto investirà il piccolo comune di Lenno. La giunta del sindaco Giovanni Botta, che si accinge ad approvare definitivamente l'edificazione adottando una variante urbanistica, troverà fra gli oppositori anche il Fondo ambiente italiano, vicino di casa, con la villa Balbianello, per nulla convinto della bontà dell'iniziativa. È già stata promessa una mobilitazione per salvare da qualsiasi sfregio di cemento il patrimonio ambientale che si estende poco sopra la villa. La storica dimora rientra tra i beni del Fai, che si sente parte in causa nel salvaguardare tutto il contesto ambientale nel quale il gioiello architettonico di sua proprietà è inserito. A pochi giorni dall'approvazione della delibera in consiglio comunale, i referenti Fai della zona non ne erano al corrente. Dialogo inesistente, quindi, tra l'amministrazione e un ente di monitoraggio nazionale come il Fai. Ma l'allarme è stato lanciato ? anche dalle pagine de La Provincia ? ed ora molte realtà che a hanno a cuore l'ambiente pendono posizione. «Sarebbe uno scempio ? afferma Silvio Delrico, capo della delegazione Fai di Como ? Siamo assolutamente contrari all'edificazione di un complesso residenziale che in ogni caso deturperebbe il paesaggio. Il Fai sta lavorando per allargare nell'opinione pubblica il concetto di ?bene ambientale?. «Non solo architettura, quindi ? continua Silvio Delrico ? ma paesaggio integrato. Ecco a cosa si ispira la campagna Fai ?I luoghi del cuore?, territori a volte dimenticati che meritano valorizzazione e vigilanza. E un luogo del cuore è sicuramente la penisola di Lavedo. Mi preoccupa soprattutto l'acquisizione da parte del comune della vasta area del promontorio. Non mi stupirei se presto si ventilasse l'ipotesi di fare nuove costruzioni, anche perché ci sono di mezzo interessi privati. Un altro esempio è il progetto incompiuto per la funivia che avrebbe messo in comunicazione Campione e il rifugio Signignola. Le due postazioni di partenza e arrivo sono mostri dell'edilizia sui quali ci stiamo battendo con raccolte di firme e altre iniziative per farli abbattere. Sulla questione di Lenno verranno coinvolte il presidente regionale Fai Paola Gazzola e Costanza Pratesi, docente del Politecnico di Milano e attivista Fai, che si occupa in particolare di prevenire i guasti di una cattiva gestione del territorio. Una raccolta di firme e manifestazioni di dissenso saranno tra le prime iniziative che metteremo in campo, coinvolgendo, naturalmente anche la Soprintendenza». Amara è anche la reazione di Marisa Sossnovsky, capo delegazione per il Fai della zona di Brianza Laghi. «La nostra è una posizione di ferma contrarietà al progetto che rovinerebbe l'estesa zona boschiva poco lontano dal Balbianello. Saranno coinvolti anche gli organi superiori del Fai e daremo vita a una campagna di contrarietà, ad esempio con una lettera agli organi amministrativi preposti ? dice Marisa Sossnovsky - Non credo che il comune di Lenno non abbia altre possibilità per realizzare residenze abitative. Questa non è quello che si dice un'edificazione strettamente necessaria, per questo mi stupisco che un simile disegno abbia potuto essere varato. Gli amministratori dovranno necessariamente sottoporre il progetto alle valutazioni di impatto ambientale e alla Sopraindendenza che è difficile che diano i permessi».