"Promuovo la pista a zigzag, però..." Vergnano in bicicletta sul nuovo percorso in centro: altri i difetti Vergnano in bicicletta sul nuovo percorso in centro: altri i difetti IN BICI ci va dal primo gennaio al 31 dicembre. Oltre a essere sovrintendente del Teatro Regio, Walter Vergnano è anche un ciclista assiduo. E, insieme con la fidanzata Angela Larotella, ha voluto provare per Repubblica le nuove piste ciclabili che si stanno costruendo in centro. Promosse? «Prendiamola dal verso giusto: è un bene che ci siano». Ma? «Ma mi sembra che siano le più brutte di Torino». La prima questione che salta agli occhi è quello zigzag finito sotto accusa: nella pista di via Principe Amedeo si pedala sulla sinistra da piazza Vittorio a via Accademia Albertina, dove ci si sposta sulla destra. E lo stesso avviene in via Cavour: allincrocio con via Lagrange si passa dalla destra alla sinistra.«Sto seguendo passo passo la costruzione della pista ciclabile in via Principe Amedeo perché è la strada che faccio tutti i giorni - racconta Vergnano - E quando ho visto quello zigzag mi sono stupito. "Ma perché?", mi dicevo. Poi ho letto su Repubblica che lo facevano per evitare di spostare i déhors dei bar e lho trovato una bella cosa: vogliamo essere la città dei locali, degli aperitivi e dei tavolini allaperto? Ma ben venga che un ciclista attraversi la strada. Ecco quello che manca in generale è linformazione». Allora quali sono i problemi? Il giro parte da via Arcivescovado angolo piazza Solferino verso il Po. Ed ecco proprio allinizio della pista ciclabile unauto parcheggiata a ostruire il transito delle bici. «Per forza, è davvero mal segnalata - dicono i due ciclisti - In un paese in cui manca la cultura delle piste ciclabili se si vede una striscia bianca il primo pensiero è "Che fortuna, qui si parcheggia gratis". Si dovrebbe pensare a qualcosa di più evidente». Come tutta la pavimentazione rossa? «No, quella va bene negli attraversamenti, ma quando piove diventa scivolosa come sapone. Magari si potrebbe rialzare a livello del marciapiede o mettere dei paletti di delimitazione». Che servirebbero anche a evitare che qualcuno parcheggiasse in doppia fila, costringendo gli automobilisti a invadere la corsia dei ciclisti, come ci accorgiamo subito dopo, allincrocio con via Amendola. Ma il viaggio continua. «Sa qual è un altro errore? Fare una pista in cui le bici possono solo andare nella direzione delle auto: la corsia riservata è sufficientemente larga per pedalare nei due sensi di marcia». E poi? «E poi sono spezzoni piccoli piccoli - continua Vergnano - O cè un progetto complessivo di copertura della città, oppure queste piste sono solo demagogia o un modo per pulirsi la coscienza. Ma cè questo progetto complessivo? La mia idea non è quella che ogni strada abbia una pista ciclabile, ma una rete di linee come quelle dei bus, che però abbiano continuità. Per questo avevo detto che non aveva senso fare un pezzo di pista in via Roma. Però mentre si mette a nuovo una strada mi sembra assurdo non prevedere una corsia per le bici. Invece piazza Vittorio è stata rifatta e niente». Intanto in via Accademia Albertina la pista finisce e i due ciclisti si spostano verso via Principe Amedeo, dove il pezzo di pista ultimato è tutto occupato da auto in sosta. Poco più avanti lincrocio con via San Francesco da Paola costringe le bici a una serie di salite e discese sul marciapiede per attraversare la strada, ma è lo scotto da pagare per costringere le auto a rallentare. Ancora pochi metri e la pista finisce. O meglio, il Comune spiega che continua nellarea pedonale di piazza Carlo Alberto. «Ecco, unaltra assurdità: pedoni e ciclisti devono essere separati. Anche nelle aree vietate al traffico ci vorrebbe una corsia disegnata da rispettare reciprocamente. È un assurdo che in una strada lunga come via Garibaldi manchi lo spazio per le bici».
PIEMONTE Il sovrintendente del Regio pedala tutto lanno:
Walter Vergnano, sovrintendente del Teatro Regio e ciclista, ha provato la nuova pista ciclabile in centro a Torino. Ha notato diversi difetti, come il zigzag che pedala sulla sinistra e poi sulla destra, e la mancanza di informazione. Ha anche notato che la pista è mal segnalata e che ci sono aree in cui le bici non possono andare. Vergnano ha anche criticato la mancanza di continuità nella pista e la separazione dei pedoni e dei ciclisti. Ha suggerito che la città avrebbe bisogno di una rete di linee come quelle dei bus, con continuità e corsie per le bici.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo