Non sarà «un autocandidato» alle primarie del Pd Riccardo Conti. L' assessore regionale all' Urbanistica rompe il silenzio degli ultimi giorni ieri sera intervenendo alla festa del partito alle Caldine. Dopo la discesa in campo dell' assessore di Palazzo Vecchio Daniela Lastri e del parlamentare Lapo Pistelli sembra ormai certo che all' elenco degli aspiranti candidati a sindaco si aggiungerà anche il nome di Conti che troverebbe consensi dentro al Pd e in settori organizzati della società impegnati in queste ore a promuovere un appello per dargli sostegno in una battaglia che non si annuncia facile. E' lui stesso il primo a capire che un passo falso o una parola di troppo in questo momento potrebbero compromettere la sua posizione. Nei piani dei vertici Conti avrebbe dovuto rappresentare l' investitura più forte e autorevole per la gara delle primarie a cui fino a pochi giorni fa risultava ufficialmente iscritta solo Daniela Lastri, che aveva annunciato a sorpresa la propria decisione nel luglio scorso. Con l' arrivo sulla scena di Pistelli, però, il panorama è completamente cambiato, perché è diventato chiaro a tutti che una parte dell' ex Margherita non era d' accordo a chiudere la partita su Conti e che i giochi potevano riaprirsi per tutti. Anche per chi, come il presidente della Provincia Matteo Renzi e l' assessore comunale Graziano Cioni, stava alla finestra a guardare lo spettacolo deciso a rimanere nascosto dietro le quinte. La situazione è così delicata e ingarbugliata da indurre Conti alla massima cautela. Così si spiega il senso del discorso di ieri, che da una parte svela la sua voglia di partecipare e dall' altra lascia intravedere tutte le insidie di questa corsa sovraffollata che ipoteca seriamente per il Pd la possibilità di estendere la consultazione anche agli altri partiti della sinistra in vista di una coalizione per le elezioni amministrative. Su questo sfondo incertissimo si muove Riccardo Conti, da cui in molti ieri si aspettavano una parola definitiva che non è arrivata. «Voglio bene a Firenze, la mia città, alla sua gente, alle decine di persone che ogni giorno mi salutano dicendomi per strada "ciao Riccardo". La considero, come tanti altri in questo mondo, un concentrato di storia, di bellezza, di cultura, una cosa importante e delicata da trattare con ogni riguardo», ha premesso l' assessore. «E voglio bene al Pd, alle sue storie, alle sue persone, al suo travaglio, al suo pluralismo, all' obiettivo di costituire una grande forza riformista. Voglio bene alle tante cose che ho imparato vivendo in una straordinaria comunità di donne e di uomini. Ho imparato soprattutto il valore della parola "insieme". E, siccome sono "un ragazzo di San Frediano", che non ha pensato di essere predestinato fin dalla nascita a fare il sindaco, sento il peso della responsabilità che comporta una scelta. Da mille punti di vista mi interrogo se posso essere la risposta giusta. Invidio sinceramente chi con piglio deciso si autocandida per una prova del genere, io non sarò un autocandidato. Quella parola "insieme" continua a frullarmi nella testa e a farmi battere il cuore». Il messaggio è facilmente leggibile. Sono "autocandidati" sia Lastri che Pistelli, che hanno annunciato con la loro voce la decisione di scendere in campo senza aspettare di essere invitati a farlo e anzi temendo che nessuno glielo avrebbe chiesto. Non sarà "autocandidato" Conti, che aspetta un segnale chiaro da parte del suo partito e di larghe fette della società fiorentina. «Il mio sforzo», chiarisce, «sarà rivolto a portare sui contenuti e i progetti una discussione che, se gestita in forme autoreferenziali, potrebbe non dare né a noi né alla città il contributo che le occorre. Continuerò con questo metodo a vivere la mia riflessione, per poter poi decidere, alla fine, "insieme", quale possa essere il mio ruolo più rispondente ai bisogni di Firenze e agli obiettivi della battaglia politica comune del Pd e della coalizione di centrosinistra». Coalizione in cui circolano parecchi malumori: «Il Pd ha un atteggiamento irresponsabile», dice il coordinatore provinciale di Sinistra democratica Daniele Baruzzi. «E questo scontro interno tra notabili rischia di minare la possibilità di realizzare un' alleanza di centrosinistra per Firenze e per le tante altre realtà che voteranno a primavera. Quello che sta accadendo avrà forti ripercussioni negative sulle future intese».