Un nuovo progetto per un complesso residenziale in Albaro: sale sulle barricate il comitato anticemento di via Bosio. Una settantina di residenti, tra via Zara e via Gobetti, a un passo da Valletta Cambiaso, parteciperanno alla seduta del consiglio del municipio Medio-levante, domani sera. All' assemblea verrà infatti illustrato il nuovo progetto di residenze più box di via Carlo Bosio, nuova versione di un piano presentato l' anno scorso - e poi stoppato durante l' iter comunale - di "grattacielo" ad otto piani. «Adesso i piani sono diventati cinque - dice uno dei membri del comitato - tre emersi e due interrati, con i soliti box. Noi, il progetto nuovo non siamo neppure riusciti a vederlo, dopo un mese dalla prima richiesta, negli uffici urbanistici del Comune, ce lo consegneranno soltanto mercoledì». A far arrabbiare gli abitanti sono molti fattori: «Intanto la nuova costruzione andrà a sbancare un' altra area verde, seppur incolta, del quartiere: nel 2002 il Puc era stato modificato, trasformando quel lotto da area verde non edificabile ad area edificabile, perché?», chiedono. Un lotto di 1600 metri quadrati circa, oggi in totale abbandono, «con ricci, bisce e topi». Il nuovo progetto per via Bosio, è firmato dall' architetto Stefano Grattarola, «per la Parini srl che ha acquistato l' area nel 2005», indicano i membri del comitato. «Non è soltanto l' ennesima colata di cemento in città, ma pure un progetto assurdo, quello di costruire residenze: la strada è strettissima, è impossibile l' accesso ai mezzi pesanti, che, per lavorare nel cantiere, dovranno invadere altre proprietà adiacenti - tuonano i residenti - e poi a cosa servono altri parcheggi? A pochi metri ne hanno appena inaugurato uno enorme. Qui ci sono più parcheggi che automobili. In una strada sottile così». Anche Legambiente appoggia la mobilitazione dei cittadini: «A una legittima richiesta di un costruttore - dice Andrea Agostini, Legambiente Genova - risponde un' altrettanto legittima levata di scudi dei residenti, che ne hanno le scatole piene di costruzioni utili soltanto alla speculazione». L' associazione ha già chiesto una variante di salvaguardia sull' area, per bloccare ogni progetto edilizio su quel fazzoletto di verde prezioso: «Da Tursi? Nessuna risposta», prosegue Agostini. La nuova costruzione sarebbe possibile grazie al trasferimento di volumi, rispetto al cemento abbattuto in un' altra zona della città (in questo caso, Voltri): «Secondo noi, però, non sono rispettate le regole», dice il comitato, che ha già dalla sua la superconsulenza di un noto avvocato cittadino. «Il progetto del "grattacielo" dello scorso anno era una proposta "civetta" - accusano i residenti - abbozzato solo per poi farci accettare di buon grado, questo, ridimensionato. E presentato in gran segreto nel maggio scorso. Noi non ci stiamo: il sindaco aveva detto in campagna elettorale che Albaro non sarebbe più stata toccata dalle ruspe. Mantenga le promesse».