QUATTRO anni dopo, Villetta Dinegro esce dal limbo del cantiere infinito di un parcheggio che, oltre a box e posti auto, regala sorprese archeologiche: un tratto delle mura del Cinquecento che si incastra nel terreno per oltre quindici metri. A ottobre piazzale Mazzini, ridisegnato e rinnovato, ritorna percorribile, e la Villetta ritrova la porta principale con la cancellata nuova di zecca fatta da un artigiano del ferro e una fila di camelie, recupera almeno il decoro e la sicurezza minime per tornare a essere uno dei parchi più amati dai genovesi, in attesa che arrivino dal Giappone i soldi e le idee per il rilancio definitivo. Quando, conferma Roberta Morgano, assessore comunale ai parchi e al turismo, la Villetta diventerà un complesso unico con il museo di arte orientale "Chiossone" contando su un giardino zen (probabilmente nell' attuale giardino all' italiana), una caffetteria e un ristorante giapponesi che prenderanno il posto degli attuali uffici del verde, accanto alla cascata, e altri elementi di attrazione. Per accedere a parco e museo - e tenere lontani vandali e degrado - ci sarà un biglietto d' ingresso, come già avviene a Villa Serra di Comago e a Villa Pallavicini a Pegli; il gestore curerà anche la manutenzione. «Ci sono già interessi da parte di soggetti economici legati al Giappone» chiarisce Roberta Morgano, assessore ai parchi e al turismo, che però rimanda i dettagli al prossimo anno quando il progetto verrà meglio delineato. Di certo, la Villetta a pagamento avrà tempi lunghi: «Lo faremo soltanto quando saranno completati i lavori di ripristino dell' Acquasola, il centro deve avere parchi accessibili a tutti» avverte. Intanto si cerca di dirottare sulla Villetta una parte dei finanziamenti per i parchi previsti dai fondi delle ex Colombiane; e di mantenere il parco in condizioni almeno decenti. Ci lavorano gli uomini di Aster e i volontari di due associazioni - Isforcoop e Anffas - mentre il controllo dei vialetti è garantito dall' associazione carabinieri in congedo. Le grotte, in parte pericolanti e da anni luogo preferito dai tossici per drogarsi e da loschi figuri per altro, saranno chiuse con cancellate in ferro che sostituiranno le attuali reti e, una volta ripristinato il parco, permetteranno la riapertura. «Vorremmo recuperare la voliera, in collaborazione con l' Acquario» spiega Morgano. I tempi per far tornare cigni e anatre sono lunghi, ma nel futuro c' è spazio anche per loro. Di sicuro c' è che già ora, rispetto a un anno fa, la Villetta è decisamente più pulita ed accessibile; la riapertura del cancello principale di accesso e la garanzia di maggiore manutenzione e controllo dovrebbero convincere i genovesi a ritornare a visitarla e a conoscerla. Anche inserendola nei percorsi turistici cittadini, alla scoperta di un affascinante parco ottocentesco e di un museo ricco di suggestioni come il Chiossone che, ricorda la curatrice Donatella Failla, nei prossimi mesi ospiterà una rassegna sugli animali nella cultura giapponese che si annuncia di grande interesse. E negli itinerari di visita, dice la Morgano, potrebbe essere inserito anche il parcheggio sotterraneo: perché non è giusto che solo proprietari e affittuari dei cento tra posti e box possano vedere le mura cinquecentesche, peraltro messe in sicurezza e debitamente illuminate. Proprio questa scoperta aveva allungato a dismisura i tempi del cantiere; sarebbe giusto che tutti possano vederle da vicino.