Le istituzioni come una casa di vetro, con servizi interattivi accessibili 24 ore su 24. Un sistema con al centro cittadini e imprese, con uno sportello sempre a portata di clic, per verificare l' efficacia della pubblica amministrazione, lo stato delle pratiche, nome e cognome di chi se ne sta occupando. Per "navigare" fra un sito e l' altro per costruire nuovi rapporti con Stato ed enti locali. (SEGUE A PAGINA XI) Di seguire i dibattiti e le decisioni delle assemblee elettive in diretta o in differita ma comunque in modo integrale, avendo pieno accesso a tutti gli atti deliberativi e potendo controllare la spesa del denaro pubblico. Sembra il libro dei sogni. Invece sono solo gli obiettivi più importanti dei piani di e-government nazionali e del codice della pubblica amministrazione digitale che si sono susseguiti negli ultimi dieci anni. Dopo centinaia di milioni spesi - anche attraverso i fondi europei e i proventi della vendita delle licenze Umts - la situazione si presenta a macchia di leopardo, o meglio, a compartimenti stagni. A fianco di esperienze e servizi di eccellenza, con una storia ormai consolidata, come ad esempio le reti civiche più antiche, troviamo i buchi neri come il portale del turismo Italia. it, vetrina nazionale costata milioni e poi chiusa per manifesta incapacità di rispondere alle esigenze minime degli utenti. Anche senza scendere così in basso, il rapporto tra pubblico e innovazione è costellato di promesse non mantenute o rimandate troppe volte, quali ad esempio la carta di identità digitale. Luci e ombre confermate anche dall' analisi dei siti delle istituzioni lombarde qui a fianco. Perché, anche quando non ci sono sprechi né malversazioni, la tecnologia da sola non basta. Serve un cambiamento radicale di mentalità e di organizzazione da parte di chi lavora nelle strutture pubbliche, per ridefinire i processi e soprattutto formare i dipendenti chiamati a cambiare metodo di lavoro. L' ex ministro della Funzione pubblica e dell' Innovazione Luigi Nicolais aveva individuato 18 linee strategiche d' intervento nel documento "Verso il sistema nazionale di e-government", stilato l' anno scorso. Le cose da fare non hanno colore politico, e - integrate da misure locali - dovrebbero essere confermate anche dall' attuale esecutivo. Chiavi di volta del sistema delineato nel documento erano la misurabilità dei risultati raggiunti, l' integrazione e la cooperazione tra i sistemi di diversi uffici, l' adozione di formati standard per lo scambio di dati. C' è ancora molta strada da fare. Un esempio su tutti: il sito della presidenza del Consiglio, governo. it, a ogni cambiamento di esecutivo nasconde e relega sotto la voce "siti archeologici", tutti gli scritti e i materiali audiovisivi del governo precedente. Come se le istituzioni fossero di chi le occupa e non dei cittadini. Digitali o meno.