LE CRITICHE. Dusi: «Le rotonde? Prima la strada 434». L'iter di approvazione del Piano urbanistico attuativo delle ex cartiere di Basso Acquar è in dirittura d'arrivo, ma le contestazioni ai contenuti del Piano non si placano. Come quella dei presidenti provinciale di Italia Nostra Giorgio Massignan e di Legambiente Verona Lorenzo Albi. «Tutti noi sappiamo che intervenire con un Piano urbanistico attuativo porta ad accelerare i tempi», dicono in una nota, «ma l'assessore Giacino non ci spiega come intende armonizzare l'equilibrio urbanistico di quella zona con il resto della città, e neppure su quali analisi ha dedotto che Verona ha necessità di migliaia di metri cubi, di direzionale e di commerciale proprio in quella zona». Per questo, proseguono gli ambientalisti, «auspicavamo che dalla pubblica amministrazione venisse preparata una variante urbanistica di tutta Verona sud, in cui venivano definiti i reali bisogni dell'area in rapporto con l'intero territorio comunale». Quanto alle contestazioni alle altezze dei grattacieli, Massignan e Albi precisano di non distinguere fra amministrazioni di centrodestra e centrosinistra e ricordano di aver giù criticato l'altezza prevista di una torre (60 metri) nel progetto di recupero delle ex officine Adige, in Basso Acquar, secondo il progetto firmato dell'architetto Richard Rogers. Il consigliere del Partito democratico della circoscrizione Centro storico, Franco Dusi, contesta invece all'amministrazione di aver progettato le rotonde stradali, attorno al futuro complesso di negozi e uffici, ma senza considerare che «quella alla breccia dei Cappuccini sarà difficile da costruire perché sorge in una zona vincolata dalla Soprintendenza» e inoltre che «prima delle rotatorie si dovrà costruire la bretella della strada statale 434, Transpolesana, fino a Basso Acquar e ci vorranno 10 anni». Quanto alla cubatura, Dusi sottolinea poi che «è fuorviante, per i cittadini, dire che la cubatura dell'intervento è come quella attuale, in quanto il Piano delle cartiere è stato stralciato dal Pat e dalla variante Gabrielli e quindi si è tornati alla cubatura prevista in precedenza». Un appello per ridurre l'impatto del futuro complesso di Basso Acquar parte anche dal Comitato Insieme per Borgo Roma, presieduto da Lucia Corazza, che ha scritto all'amministrazione del Comune e della quinta circoscrizione, Borgo Roma, chiedendo di diminuire l'altezza delle due torri, per arrivare a non più di 12 piani quindi circa 40 metri; di dimezzare la nuova cubatura prevista di 300mila metri cubi e di aumentare il verde pubblico: «Solo 15mila dei 40mila metri quadrati saranno pubblici», sostiene il comitato.E.G.