La Giunta Alemanno lui finalmente deciso di mettere la parola fine all'insensata e folle idea di svuotare il Pincio per farne un garage. Bisogna dire grazie al sindaco Alemanno. Questa decisione basta da. sola a giustificare un intero quinquennio sindacale. Un grazie va anche al vecchio compagno Carlo Ripa di Meana, che con la campagna condotta con Italia Nostra ha interpretato e guidato la rivolta dei romani di normale onestà e intelligenza contro lo scempio veltroniano, caltagironiano e palazzinaro. La giustificazione dei reparti archeologici della villa di Lucullo, era. giusta ma ultronea. Anche senza scomodare l'archeologia, l'idea stessa di vuotare il colle Valadier per riempirlo con sette piani di automobili era talmente fuori senno da dover essere liquidata da qualunque amministratore pubblico dotato di un minimo dionestà, buonsenso e pudore. E la vicenda basta da sola a spiegare il perché del crollo dei veltroniani alle scorse elezioni amministrative di Roma. Ora ci sarebbe da demolire quella specie di Cobianchi costruito intorno all'Ara Pacis, ma non possiamo pretendere troppo: la cultura "di sinistra" ha diritto di lasciare qualche testimonianza sulla storia. La nostra speranza è tuttavia che Alemanno continui nella sua meritoria opera di devastazione, cominciando dal Festival o Festa del Cinema, per esempio. I francesi hanno un solo Festival, a Cannes, e vanno benissimo; i tedeschi un solo Festival, a Berlino, un po' triste. Alla povera Italia di oggi dovrebbe bastare e strabastare il Festival di Venezia, purtroppo declassato e avvilito. Il Festival di Roma è un lusso del tutto inutile e provinciale, che non ci possiamo consentire. Milioni di euro per una scampagnata di campane e damerini, cadaveri resuscitati come Rondi e intellettuali bolsi di sinistra e, ora, anche di destra. Una pena, una roba da "telefoni bianchi", da cultura degli anni Trenta. La sola cosa che si salva della cultura romana degli ultimi vent'anni è l'Auditorium di Renzo Piano, che va difeso, ripulito, collegato, perché già oggi presenta i segni dell'incuria, del provincialismo e del degrado della Roma odierna. Lì sì che vale la pena si valorizzare e spendere i pochi, soldi del Comune. Alemanno prenda coraggio dalla giusta impresa del Pincio. Resistere alle orde dei palazzinari è come difendere il Gianicolo dai francesi dal generale Oudinot. Che non se la prenda per le commissioni Amato, Disamorato e Benvoluto: sono tutte chiacchiere e soldi spesi per niente. Non perda tempo a discutere sul "Male assoluto", roba da filosofi in vacanza, non cada nel tranello "fascismo-antifascismo", roba da storici di settant'anni fa. Stia anche attento a non prendere troppo sul serio le nuove invenzioni, tipo "aree metropolitane": sono tutte fìsime istituzionali che non risolvono niente, ma portano stipendi e cartacce in più. Risparmiare e aiutare la povera gente: tutto il resto non vale una parola in più.
Pincio salvato dallo scempio veltroniano. Grazie Alemanno
La Giunta Alemanno ha deciso di mettere fine all'idea di svuotare il Pincio per farne un garage. Questa decisione è stata apprezzata da molti romani, che hanno condannato l'idea come "insensata e folle". Il sindaco Alemanno è stato anche elogiato per aver messo fine alla vicenda. Altre iniziative di Alemanno, come la demolizione di una specie di Cobianchi costruito intorno all'Ara Pacis, sono state apprezzate. Tuttavia, il Festival di Roma è stato criticato per essere un lusso inutile e provinciale. L'Auditorium di Renzo Piano è stato elogiato come una delle poche cose di valore nella cultura romana degli ultimi vent'anni.
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