Il ministro Bondi ha parlato male di Manifesta7? Ha fatto una doppia gaffe: la prima come presidente del Comitato d'onore di Manifesta, carica di cui si deve essere dimenticato. La seconda come esperto d'arte: come si fa a criticare i contenuti di una mostra di cui non si è visto nulla?». Taglia corto Hedwig Fijen, direttrice della Fondazione Manifesta, sulle polemiche cresciute intorno alla biennale d'arte inaugurata in luglio e aperta in quattro sedi (Fortezza, ex Alumix, Poste di Trento e ex Manifattura di Rovereto) della regione fino al 2 novembre. Più che polemiche, giudizi poco generosi e numeri poco confortanti. Ma a Hedwig Fijen piace questa settima edizione di Manifesta? Soddisfa le sue aspettative? Direi proprio di sì. Per quanto riguarda la qualità degli allestimenti, posso citare i giudizi positivi di tanti addetti ai lavori, cioè dei migliori critici d'arte internazionali, che hanno apprezzato anzitutto i punti di vista molto differenti emersi dentro questa Manifesta, poi il suo modello organizzativo, gli spazi straordinari che sono stati "riscoperti" dalla biennale e valorizzati e presto lasciati in eredità, e infine i diversi contesti che hanno trasformato Manifesta in qualcosa di più di un semplice contenitore di arte. Secondo i critici, la migliore Manifesta in assoluto, per come sintetizza efficacemente l'attuale fisionomia della cultura europea. Personalmente, di positivo aggiungerei i progetti "site specific", ovvero quelli realizzati proprio per lo spazio in cui si sviluppano, tipo Fortezza. Ma come risponde a due critiche diffuse e precise, ovvero la difficoltà per i non addetti ai lavori di "capire" i contenuti di Manifesta e i numeri negativi della mostra: 18 mila visitatori complessivi e ora una media di 50 al giorno? Ai problemi di comunicazione rispondo che chiunque può chiedere di essere assistito nella visita, condotto per mano da guide specializzate e gratuite. Ai numeri che voi avete pubblicato replico così: i 50100 visitatori giornalieri riguardano i giorni lavorativi, mentre nei weekend si parla di circa mille persone. E, soprattutto, bisogna considerare che siamo a metà dell'avventura e che la parte migliore è tutta davanti, non dietro: dietro c'è il rodaggio, il caldo che sconsiglia le visite, le vacanze; davanti c'è il rientro di studenti e insegnanti, che verranno coinvolti, c'è il riscontro agli inviti che abbiamo fatto ai Crai, alle associazioni, agli ex dipendenti Alumix, ai sindacati. Prossimamente verranno anche i contadini del Dachverband... E il rapporto con il Museion? Doveva essere uno stimolo reciproco e invece si è rivelato quasi una concorrenza, con l'aggiunta delle polemiche anfibie. No, nessuna concorrenza, c'è una perfetta collaborazione e non solo con Museion ma anche con gli altri musei bolzanini: quello di Ótzi, quello di Scienze naturali, con i quali abbiano creato anche un biglietto cumulativo. Certo la polemica sulla rana non ha aiutato nessuno... In molti sostengono che "questa" arte contemporanea, sia quella del Museion sia quella di Manifesta7, sono estranee agli orizzonti culturali locali. Troppo avanti, forse. Posso capire lo spiazzamento delle persone comuni, certo Bolzano o Trento non sono Londra. Ma bisogna guardare anche al lato positivo dell'apertura di certi orizzonti, alla formazione che stiamo facendo anche con gli insegnanti, ai contatti che abbiamo avviato: prossimamente si terrà all'Alumix un incontro con gli architetti che partecipano alla Biennale Architettura di Venezia, che sta per partire. Se tutto questo è "troppo" per la vostra regione, lo dirà il futuro.
Manifesta. Parla Hedwig Fijen. Al territorio restano in eredità gli spazi splendidi restaurati
Hedwig Fijen, direttrice della Fondazione Manifesta, ha risposto alle critiche diffuse sulla settima edizione della biennale d'arte Manifesta7. Fijen ha affermato che la mostra soddisfa le sue aspettative e che la qualità degli allestimenti è stata apprezzata dai critici d'arte. Ha anche risposto alle critiche sulla difficoltà di capire i contenuti di Manifesta e sui numeri negativi della mostra, affermando che i visitatori possono chiedere di essere assistiti durante la visita e che i numeri sono stati calcolati in modo corretto. Fijen ha anche affermato che il rapporto con il Museion è collaborativo e non concorrenziale.
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