Latto daccusa sulla strada che attraversa la zona "Va chiusa con un gesto di coraggio" "Quellorrendo posteggio deve diventare un luogo di relax che offra prodotti tipici" La presidente del Fondo per lambiente italiano, in occasione dello spettacolo di Roberto Bolle lancia un appello per riqualificare larea Signora Crespi, ieri la consegna del giardino pantesco a Pantelleria, oggi lo spettacolo di Roberto Bolle ad Agrigento. La Sicilia è a pieno titolo una delle capitali del Fai? «La Sicilia è una delle più belle espressioni dellItalia che però ha bisogno della partecipazione di tutti per stimolare un turismo che è diminuito in maniera paurosa - risponde la signora in una pausa dellorganizzazione della notte della danza - Ero già venuta ad Agrigento a febbraio e tornando adesso ho trovato tutti disperati. Qui esiste solo un turismo mordi e fuggi che non fa crescere niente e per di più in perenne diminuzione. E poi gli agrigentini non sanno valorizzare questo tesoro unico al mondo che posseggono. Arrivando ad Agrigento si vedono le facciate barocche dei palazzi che si sgretolano e davanti alla cattedrale hanno costruito uno stabile nero, orrendo, non voglio sapere nemmeno cosa contenga. Per quanto riguarda larea archeologica, io voglio lasciare da parte la polemica sullabusivismo ma parlare della strada che taglia in due questo gioiello: cè la puzza dei gas di scarico, ci sono motociclisti a velocità folle, si ha paura a percorrerla. Perché non la si chiude, come è stato fatto a Segesta, utilizzando pulmini elettrici e biciclette?» Quali dovrebbero essere le soluzioni? «Tutta larea della Valle dei templi va riqualificata: quel brutto posteggio va trasformato in un luogo di relax dove poter gustare la cucina tradizionale siciliana, che io conosco bene, con i suoi pani e i suoi dolci, dove poter acquistare i prodotti artigianali. Invece qui il turista arriva in pullman, fa il suo giro, si carica birra e panini a bordo e riparte. E la gente del luogo non guadagna un bel niente. E ancora: bisognerebbe investire su dei piccoli alberghi. Lostello della gioventù, invece, è abbandonato. E poi bisognerebbe creare dei circuiti: attorno ad Agrigento ci sono dei posti straordinari ma nessuno li reclamizza, nessuno li prende in considerazione: allUfficio turismo quasi non avevano la cartina. A parte Eraclea Minoa con quel meraviglioso teatro antico che quasi non si riesce a vedere, cè la riserva di Torresalsa, ci sono i vulcanelli di Aragona, lì vicino ci sono le capre girgentane che hanno corna alte mezzo metro. E poi cè la necropoli di SantAngelo Muxaro, Caltabellotta con il suo barocco, la Scala dei turchi che può entrare in competizione con le scogliere di Dover. Questa sarebbe loperazione turistica da fare. E invece il risultato è che i taxi in circolazione sono diminuiti: da ventidue che erano sono scesi a quindici». Ma secondo lei quello della Sicilia è un problema di coscienza collettiva, qualcosa che investe i cittadini come gli amministratori? «Innanzitutto il sindaco e la giunta dovrebbero fare un atto di coraggio: chiudere quella strada. Non lo faranno perché gli agrigentini vogliono una strada diretta per raggiungere il mare. Ma ci vuole un provvedimento impopolare, ci vuole fantasia, programmazione. Se uno non fa un atto di coraggio e cerca di accontentare tutti non risolverà i problemi. Ma qui siamo di fronte a un tesoro eccezionale che io preferisco addirittura a Pompei». Il Fai nella Valle dei templi ha "adottato" il Giardino della Kolymbetra: che frutti dà questa gestione? «È un giardino che abbiamo riassettato e aperto al pubblico. Abbiamo aperto le condotte dacqua risalenti al 300 avanti Cristo. Sono cose uniche al mondo e vedere che la gente pianga nonostante possieda questo patrimonio mi fa ribollire il sangue». Come funziona loperazione mille mandorli? «Abbiamo notato che nella zona vincolata i mandorli si sono seccati. Abbiamo chiesto mille mandorli alla Regione e lazienda Zonin ha promesso che li curerà e innaffierà fino a quando non saranno attecchiti. Questo significa avere idee per la valorizzazione di un luogo». A proposito di idee, come ha accolto quella dellassessore regionale ai Beni culturali Antonello Antinoro di privatizzare la Valle dei templi e gli altri grandi monumenti siciliani? «Sono nettamente contraria. Questi sono tesori nazionali che devono rimanere in mano allo Stato. Il privato vuole guadagnare e questo porta alla rovina. Il Fai non ha scopi di lucro, al massimo punta al pareggio delle spese. Qui bisogna agire per la comunità: arrivando ad Agrigento da Catania ho notato che nelle campagne bruciano le stoppie e questo fa malissimo, elimina la biodiversità e poi lincendio rischia di prendere piede e danneggiare tutto. Bisogna prevedere delle multe per chi brucia, come succede in Toscana». Che valore deve avere, allora, lo spettacolo di Bolle di stasera in questo scenario così magnifico e così fragile? Che messaggio deve portare? «Deve fare comprendere a tutti, ai cittadini, agli amministratori, ai politici, dellimportanza straordinaria di questo posto, che ci diano attenzione, che abbiano coraggio nelle iniziative. Noi del Fai abbiamo altre iniziative per la Kolymbetra ma il grande aiuto deve venire dalla politica. Bisogna chiudere quella strada e riqualificare la zona. Svegliamoci. Ci sono tanti giovani intelligenti, cè tanta energia. La Sicilia è un posto straordinario anche per la sua gente, ma ci vuole coraggio per cambiare. Il governatore Soru in Sardegna, tanto criticato, ha bloccato le costruzioni vicino al mare, ha fatto un parco allAsinara, sta facendo la conservatoria delle coste. Sono i provvedimenti impopolari quelli che lasciano un segno». Restiamo in Sicilia: ieri cè stata la consegna al Fai del giardino pantesco da parte di unazienda vinicola. È un tipo di giardino che razionalizza una risorsa come lacqua che in Sicilia è particolarmente preziosa.... «Il giardino pantesco è una straordinaria invenzione proprio per questa sua forma di razionalizzazione. Il problema dellacqua in Sicilia è drammatico ma ora ad Agrigento col dissalatore le cose sono migliorate». Signora, a parte la Valle dei templi e gli altri posti che ha citato, qual è il suo luogo del cuore siciliano? «Mah, ce ne sono tanti. Piazza Armerina, ecco, quello è il mio luogo del cuore siciliano. Anche se mi dicono che è molto malmessa».