Era ora che per il parcheggio di Passeggio Talete si parlasse di demolizione. Soprattutto era ora che se ne parlasse con autorevolezza e determinazione. E quale autorevolezza maggiore di quella di un ministro? Si sono abbattuti ecomostri giganteschi sulla costiera amalfitana, sul litorale del Gargano e in altri siti di gran rilievo. Perchè non qui? Ebbene, la voce autorevole viene dal ministro Stefania Prestigiacomo (ne riferiamo sotto). A questa voce un'altra se ne aggiunge, e non senza autorevolezza a sua volta: quella del sindaco Roberto Visentin (vedi a lato) il quale è della medesima parte politica del ministro e si dice d'accordo per la demolizione. Non certamente contrari i deputati regionali del Partito democratico, dell'opposizione quindi, Roberto De Benedictis e Mario Bonomo. I quali peraltro, da tecnici del settore, delineano anche possibili scenari alternativi e mediani (vedi sotto). Tuttavia finalmente si parla di demolizione. E di una riqualificazione, quindi, che non sia fatta con ulteriori colate di cemento. Anzi, al contrario, con risanamento del sito, messa a dimora di verde compatibile con la restituzione della vista del mare di levante a siracusani e turisti, con la conseguente realizzazione di un lungomare degno di questo nome per una città come Siracusa, per un'isola come Ortigia. Ma in questa città i tentativi di riqualificazione autentica, allegramente mandati al macero, non mancano. Uno per tutti: il litorale di contrada Pantanelli. Da anni, da decenni anzi, quel litorale è invaso, oltraggiato, da capannoni e simili mostruosità. Il sindaco Aldo Salvo, nel 1982, fece elaborare, a costo zero, dall'ufficio tecnico comunale, un progetto di risanamento: «delocalizzazione» delle strutture oltraggiose, messa a dimora di verde a basso fusto che potesse restituire la vista del mare e della dirimpettaia isola di Ortigia, risanamento della spiaggia, costruzione di un lungomare dal Porto Grande ai fiumi Anapo e Ciane. Sarebbe stato il più autentico biglietto da visita per l'ingresso sud della città. Senza grandi costi. E invece, finita la sindacatura Salvo, svanirono i sogni di gloria per un ingresso sud di Siracusa che nulla avesse da invidiare a Cannes o Marsiglia. Storie di ordinario scempio siracusano. Che partono da lontano. E via via nel tempo si rinnovano. L'obiezione più ricorrente per il Talete: i posti auto. Ma non si può non ricordare che il primo piano particolareggiato di Ortigia, firmato Pagnano, prevedeva tre parcheggi sotterranei, dislocati nei punti logisticamente strategici dell'isola, per più di duemila posti auto complessivamente. Il piano fu non solo approvato ma condiviso, osannato anche. Ma poi si disse che i parcheggi sotterranei sono una chimera. E si andò oltre. Una chimera? A Siracusa evidentemente. Altrove si fanno. Ora per la demolizione degli ecomostri sono anche disponibili dei fondi del ministero Beni culturali. Ma occorre una volontà politica dell'amministrazione cittadina per avviare le procedure necessarie. La chimera continua?