URBANISTICA IL CONFRONTO LUIGI ROANO La Regione cambierà il Prg di Napoli, quello licenziato sei mesi fa in Sala dei Baroni. Questo è l'orientamento dell'ente locale dove il lavoro nella IV commissione (Urbanistica) procede a ritmi serrati. Le migliaia di tavole e il regolamento di attuazione sono esaminati punto per punto e nel giro di un mese, forse anche prima, l'iter è destinato a esaurirsi. Due i punti sui quali la Regione intende attuare cambiamenti: la delocalizzazione dell'aeroporto di Capodichino e quella dei depositi petroliferi dell'area Est, il cosiddetto ambito 13. Cioè i due punti critici dello strumento urbanistico, i due equivoci che non sono stati sciolti, ma lasciati lì appesi forse proprio perché si è voluto dare alla Regione l'onere di una risposta concreta. Per lo scalo, il Consiglio comunale si è pronunciato per una delocalizzazione immediata. Impossibile, visto che fino al 2043, come da convenzione già stipulata con il governo e la stessa Regione, da lì l'aeroporto non si muoverà. Per i depositi petroliferi la situazione è simile. Non esiste un sito alternativo per uno spostamento immediato e l'unica soluzione possibile, quella che fra qualche mese la società Napoli Orientale prospetterà, è una rilocalizzazione dei depositi nella stessa area, ma in un ambito più ristretto. Pena l'impossibilità di attuare la bonifica e lo sviluppo della più grande zona ex industriale del sud. Su questo punto la Regione è orientata a verificare la possibilità di procedere per accordi di programma, in modo da accelerare i tempi. Del resto l'interesse degli imprenditori, non solo napoletani, per quel'area della città è forte. L'amministratore del Torino Calcio Franco Ciminelli, grosso industriale impegnato anche con la Fiat ha incontrato il sindaco per verificare la possibilità di investire in quell'area della città. Il tema del giorno è però lo scalo: il suo futuro è strategico per tutta la regione. La parola d'ordine a Santa Lucia è armonizzare il Prg con queste necessità. Il tutto senza urtare la suscettibilità politica di Palazzo San Giacomo e di un pezzo del centrosinistra, in particolare Verdi e Rifondazione. Ecco perché l'assessore all'Urbanistica Marco Di Lello sta limando i punti e le virgole prima di portare in giunta regionale la delibera del Prg da sottoporre al governatore Antonio Bassolino. Sullo scalo di Capodichino la strada dell'armonizzazione sembra essere in discesa. C'è una mozione di accompagnamento al Prg, che ha valore di indirizzo amministrativo oltre che politico, firmata da tutti i partiti tranne Mario Esposito dell'Unità delle Sinistre, nella quale rispetto al futuro dell'aeroporto si rimanda la soluzione al piano del trasporto aereo regionale. Grazie a questa mozione la Regione può entrare in modo soft nelle vicende del Comune. Un'anticipazione di ciò che intende fare l'ente di via Santa Lucia la si è avuta il 21 gennaio, quando l'assessore ai Trasporti Ennio Cascetta ha presentato proprio alla IV commissione lo studio per lo sviluppo del sistema aeroportuale della Campania. Punto di partenza sempre l'accordo governo-Regione (sui piani aeroportuali il Comune non ha giurisdizione) nel quale Pontecagnano a sud, Grazzanise a Nord e Capodichino al centro rappresentano gli snodi del sistema aeroportuale integrato. Con lo scalo napoletano trasformato in city airport. Una necessità il sistema integrato, visto il boom turistico, nel 2011 i passeggeri in transito a Capodichino potrebbero essere 8 milioni. Troppi, ecco perché bisogna riposizionare lo scalo sul mercato. Il dato di fondo è che si continuerà a investire su Capodichino con 100 milioni di euro già pronti da utilizzare per mettere in sicurezza lo scalo. Un buon argomento da usare con Verdi e Rifondazione. L'aeroporto, in buona sostanza, non si sposterà mai da Capodichino, resta però da scrivere una delibera sulla falsariga di quanto prescrive il Prg. Cioè mettere in campo quegli equilibrismi politici in base ai quali lo strumento urbanistico non ne esca bocciato, ma solo «superato». Vale a dire che il documento, con ogni probabilità, ingloberà già il piano aeroportuale regionale. In quanto prodotto dall'ente di Santa Lucia, che sovraordina le prescrizioni del Comune sulla materia, automaticamente obbligherà Palazzo San Giacomo ad adeguarsi, senza nemmeno passare per la Sala dei Baroni, visto che si tratta di attuare una legge regionale.
Napoli, urbanistica: la Regione vuole modificare il PRG
La Regione ha deciso di cambiare il piano regolatore generale (Prg) di Napoli, licenziato sei mesi fa, per attuare le modifiche richieste per lo scalo di Capodichino e la delocalizzazione dei depositi petroliferi dell'area Est. La Regione intende verificare la possibilità di procedere per accordi di programma per accelerare i tempi e superare le suscettibilità politiche. Il piano aeroportuale regionale sarà inglobato nel documento, che sarà prodotto dall'ente di Santa Lucia e obbligherà Palazzo San Giacomo ad adeguarsi. L'aeroporto di Capodichino non si sposterà mai da Capodichino, ma il documento sarà prodotto dall'ente di Santa Lucia e ingloberà il piano aeroportuale regionale.
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