Le riflessioni di Broccoli e Torelli sul colle. Anche Ripa di Meana contro Fuksas Le ruspe se ne vanno e, nel decretare la fine del cantiere sul Pincio, il sindaco Alemanno giovedì ha annunciato: «Valorizzeremo i reperti ritrovati». E se Walter Veltroni dice «non commento il "no", sono rispettoso del lavoro di cui è responsabile chi è venuto dopo di me, però penso che forse si dovrebbe parlare della pedonalizzazione del Tridente», è Fabio Rampelli a portare la battaglia su altri campi: «A Roma non cè solo la questione del parcheggio del Pincio», ha detto il deputato del Pdl, da sempre contrario al parking, «ma cè anche quella della Nuvola di Fuksas che reputo uno scandalo, un capriccio, un dispetto alle simmetrie dellEur». Rampelli attacca la politica del centrosinistra: «Deve finire la stagione delle archistar come Meier, Fuksas e Piano». Gli fa eco Carlo Ripa di Meana di "Italia Nostra": «È un giudizio personale, ma quel "nuvolone" non mi piace e poi mi viene in mente un incubo: chi lo laverà e quanto costerà la manutenzione?». Su fronte invece dellarcheologia sul Pincio, rimane da capire qual è il destino dei cunicoli voltati, dei sedici vani sovrapposti, delle piccole terme. La Soprintendenza statale sfrutterà i giorni a venire per lo studio, la schedatura, il restauro. Intanto, il sovrintendente ai Beni culturali del Comune, Umberto Broccoli, ragiona sul futuro di queste antichità. Ma fa una premessa: «Prima dobbiamo studiare, come hanno fatto nei mesi scorsi gli studiosi della Sovrintendenza capitolina per scovare le carte e le memorie che ci hanno permesso di evidenziare lesistenza delle preesistenze: le piante 500esche del Bufalini, le descrizioni del Lanciani, le mappe del 1852-53 con le piantumazioni decise dal Vachet. Condivido pienamente la decisione di bloccare il parcheggio. Ma per la valorizzazione, ci vuole un progetto». Broccoli guarda a tutta la storia del Pincio. «Penso alle gite descritte da Gabriele DAnnunzio e alla "passeggiata elegante" che fino agli anni '60 sfruttava gli ascensori dellAtac sul Muro Torto. Si potrebbero rimettere in funzione, ma ci vuole prima un piano». E i resti, forse, degli Horti di Lucullo? «Decidessi io, ricoprirei tutto e tanti saluti», dice Mario Torelli, ordinario di Archeologia e storia dellarte greca e romana a Perugia, uno dei 12 saggi che hanno votato allunanimità la relazione per il ministro Bondi nella quale si sottolinea il «notevole interesse» delledificio «per la sua articolazione più piani», pur lasciando aperta la porta a un progetto del parking modificato. «Paradossalmente - spiega lo studioso - il parcheggio avrebbe permesso di musealizzare queste piccole terme. Ma ora non ha più senso. Sono ben altre le priorità per Roma. Solo per rimanere in ambito comunale, cito larea sacra di SantOmobono, di straordinaria importanza poiché risalente ai tempi di Servio Tullio, che è tutta da ripensare. Coprire è, oggi, il miglior modo per tutelare, per lasciare qualcosa ai posteri». Tessuto non tessuto e uno strato di pozzolana per sommergere e proteggere le vestigia del Pincio? «Lidea non è sbagliata: coprire ma dopo aver studiato e pubblicato i rinvenimenti» ragiona Broccoli. «Del resto il "no" al parcheggio si basava sia sui ritrovamenti archeologici sia, tra laltro, sul valore in sé del parco storico. E, da Lucullo alla Dolce vita, il Pincio lo è per antonomasia».