Longoni: "Sono felice ma se tornassi indietro non tenterei più lavventura" Era stata una delle battaglie più strenue di Vittorio Sgarbi come assessore alla Cultura. Il restauro del Lirico non saveva da fare perché avrebbe stravolto il disegno degli anni Trenta di Cassi Ramelli, ripeteva il critico darte. Che su questa vicenda spaccò la giunta e rischiò lennesima rottura con Letizia Moratti. Tantè. Vittorio Sgarbi, oggi, è sindaco di Salemi. E anche lultimo ostacolo di una tormentata e complicata vicenda decennale è stato superato. A fermare il progetto era stata la Sovrintendenza, lo scorso marzo. «Ma è stato raggiunto un accordo», annuncia Gianmario Longoni, limpresario teatrale che guida la cordata di imprenditori che, nel 2000 conquistarono la possibilità di ristrutturare e gestire (per 15 anni) il Lirico. «Il piano non è stato cambiato: la Sovrintendenza vigilerà sui lavori come è giusto che sia, ma finalmente il cantiere può ripartire», dice. Lirico: si ricomincia, quindi. Con gli operai che, secondo Longoni, potrebbero entrare negli spazi di via Larga in tempi strettissimi. Per concludere dieci anni di polemiche tra gare, ricorsi in tribunale, colpi di scena, finanziatori che abbandonano il progetto, altri (lultimo è un gruppo finanziario e immobiliare) che arrivano, bufere politiche legate al nome di Marcello dellUtri come garante artistico e direttore delloperazione. Oggi, lex manager di Publitalia rimane, ma allinterno di quello che Longoni definisce comitato di "probi viri": Salvatore Carrubba, Paolo Dal Bon, Philippe Daverio, Massimiliano Pani, Sandro Parenzo, Davide Rampello e Giampiero Solari. Così come il teatro che nascerà si chiamerà Lirico Giorgio Gaber. «Avremmo dovuto inaugurare gli spazi a gennaio del 2009 - spiega Longoni - . Lobiettivo adesso è gennaio 2011. Purtroppo abbiamo perduto ancora due anni, ma limportante è ripartire. Sono felice di essere arrivato fino a qui, ma se tornassi indietro non so se tenterei questa avventura». Lultimo stop era arrivato la scorsa primavera: la Sovrintendenza prima invitò Longoni a «soprassedere a qualsiasi opera di demolizione», poi ritirò lautorizzazione rilasciata in precedenza bloccando di fatto gli operai. Il progetto formato dallarchitetto Luciano Colombo che ridisegnerà loriginale del Piermarini è quello avversato da Sgarbi, costerà 17 milioni e 400mila euro e prevede 2 anni di cantieri: il teatro diventerà uno spazio polifunzionale da 1.500 posti e quattro ordini di palchi. In cima, una cupola trasparente sotto cui troveranno posto un ristorante con vista sulle guglie del Duomo, una biblioteca e unarea espositiva.