Sull'asse turismo, ambiente, natura nasce il futuro del comprensorio vesuviano. Un sistema di sviluppo che nei prossimi dieci anni dovrebbe crescere sulle potenzialità del vulcano che urbanisti e geofisici promettono di mantenere sotto stretto controllo. E allora, definito l'accordo della Regione con Provincia, Parco e Comuni della zona rossa, ecco un programma già in parte finanziato per costruire nuovi musei e impianti di accoglienza, disegnare percorsi guidati attraverso panorami mozzafiato, recuperare gli antichi sentieri della civiltà contadina, procedere al ripristino delle reti ecologiche locali, vale a dire delle straordinarie peculiarità ambientali nel corso degli ultimi decenni trascurate o cancellate, sotto i colpi dell'abusivismo edilizio incalzante. Fra dieci giorni la firma del protocollo d'intesa che consentirà di avviare i primi progetti operativi. Scontata l'intesa, però, dell'assessore regionale Marco Di Lello con i colleghi della Provincia all'Urbanistica, Pasquale Sommese, e ai Piani Territoriali, Domenico Moccia, oltre che con il presidente dl Parco Vesuviano, Amilcare Troiano. Per la prima volta - questa la novità del programma - gli amministratori dei tre organismi centrali delegati alla gestione urbanistica del territorio vesuviano mettono da parte le polemiche e si decidono a unificare gli sforzi, per costruire un futuro di sviluppo ai diciotto Comuni fino ad oggi stressati soltanto da piani di fuga, emergenza, protezione civile. Si armonizzano, finalmente, le previsioni dei tre diversi strumenti urbanistici varati sul comprensorio vulcanico. Troppi i guasti provocati dalle opposte scelte decise da Regione, Provincia, Parco sulla destinazione alternativa delle ultime oasi vesuviane. Ora si cerca di recuperare il tempo perduto «sintetizzando» gli interventi. «Soltanto così, mettendo insieme le forze disponibili, sarà possibile il recupero dei tesori naturali e storici vesuviani», spiega il presidente del Parco, Amilcare Troiano. Osservazioni contenute anche nel piano territoriale di coordinamento della Provincia, predisposto nel rispetto delle competenze comunali, in attuazione delle norme legislative e dei programmi regionali. L'intesa che sta per essere sottoscritta prevede il recupero delle vocazioni territoriali, la localizzazione delle più importanti infrastrutture (nel pieno rispetto dei delicatissimi equilibri ambientali) e delle principali linee di comunicazione locale, gli interventi di riassetto idrico, geologico, forestale, l'individuazione delle aree da destinare «possibilmente» all'istituzione di nuovi parchi e riserve ambientali. Non mancano, nello studio preventivo affidato all'architetto Biagio Cillo, norme di singolare valenza: a cominciare dalla localizzazione di inedite «reti ecologiche e paesistiche», veri e propri campi di recupero delle risorse ambientali caratteristiche dello scenario naturale vesuviano. Sarà possibile ricostruire, con l'aiuto della scienza, le oasi perdute nel corso delle devastazioni ambientali degli ultimi decenni? -------------------------------------------------------------------------------- Il recupero dei sentieri Sono undici gli «avamposti» del parco vesuviano, antichi sentieri naturali riscoperti e valorizzati per la soddisfazione dei turisti di transito (oltre un milione all'anno) in arrivo alle falde del vulcano. Nello studio alla base dell'intesa fra Regione, Provincia, Parco sono indicati percorsi di straordinaria suggestione. A cominciare dai sentieri dell'Olivella e di Cappella Sant'Angelo, nel territorio di Sant'Anastasia, delle sorgenti Chiaiatelle, a Pollena Trocchia, per continuare con gli spazi verdi di via Fellapane, a San Sebastiano, Massa di Somma, via Castello, a Somma Vesuviana, via Campitelli e via Zabatta, a Terzigno, via Cesare Augusto, a Ottaviano, via Panoramica, a Boscotrecase, via Montedoro, nell'ambito del Comune di Torre del Greco. I progetti in via di definizione prevedono la realizzazione di servizi turistici, punti d'informazione, vendita di pubblicazioni e gadget. ---------------------------------- Galgano e Cordova tra gli ospiti in sala. Oltre al presidente della sezione campana della Corte dei Conti Salvatore Staro (e a tutti i magistrati), era ricco il parterre istituzionale presente ieri mattina nella sede di Piedigrotta. Presenti tra gli altri il prefetto Renato Profili, il procuratore generale Vincenzo Galgano e il procuratore della Repubblica Agostino Cordova (che ha definito «equilibrata e obiettiva» la relazione di Martucci), i parlamentari Vincenzo Siniscalchi e Fulvio Tessitore.
Il Vesuvio: dal rischio alla risorsa territoriale
Il comprensorio vesuviano sta per vedere un nuovo capitolo di sviluppo grazie a un accordo tra Regione, Provincia e Parco. Il programma prevede la costruzione di nuovi musei e impianti di accoglienza, la creazione di percorsi guidati e la ripristino delle reti ecologiche locali. Gli amministratori dei tre organismi centrali si sono uniti per costruire un futuro di sviluppo ai diciotto Comuni della zona rossa, mettendo da parte le polemiche e le previsioni divergenti. Il piano territoriale di coordinamento della Provincia prevede il recupero delle vocazioni territoriali, la localizzazione delle infrastrutture e la protezione delle aree naturali.
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