Se il Pincio non sarà più imbottito di automobili - se il progetto del megaparcheggio sarà annullato, con la risoluzione del contratto stipulato tra "Ia stazione appaltante" Atac e la S.c.a. di Cerasi - è questa la decisione della giunta capitolina e del sindaco Gianni Alemanno, e l'assessore alla Cultura Umberto Croppi mi precisa che alla ditta appaltatrice "saranno rimborsate soltanto le spese già sostenute, il cui ammontare sarà stabilito dall'Atac", se tutto questo sta avvenendo, io dovrei essere contenta. Mi sono battuta dal dicembre scorso, da quando Adriano Labbucci, allora presidente del Consiglio Provinciale, organizzò il primo dibattito sulla questione alla Casa del Cinema, perché il belvedere su Roma, ispirato da Napoleone I non diventasse il coperchio maleodorante di un silos ripieno di macchine. E questo giornale, su cui scrivo dall'autunno del 2003, non ha censurato le mie opinioni pur se dichiaratamente "di parte" (ma confortate, spero, dai ferri del mestiere della vecchia cronista). Semmai, qualche battuta - ma affettuosa - sulla mia "militanza" in Italia Nostra.... Ma ora che tutto è finito bene, e gli amici e le amiche e qualche collega mi telefonano per congratularsi - e complimentarsi magari per la mia ostinazione - perché non sono contenta? E semplice, ed anche malinconico confessarlo: l'idea che la ragionevolezza, il buon senso - ma Gramsci preferiva parlare di "senso comune" - che dovrebbero improntare le decisioni sull'assetto urbanistico della città, sembrano essere diventate virtù dell'altra parte politica, che non è mai stata la mia, (e non lo sarà), mi intristisce. L'ho già scritto, in uno dei miei articoli: come ha potuto "farci questo" il Sindaco Veltroni? L'uomo che, da Ministro dei Beni Culturali del primo governo Prodi, aveva riaperto la Galleria Borghese, che da Sindaco, nel suo primo mandato, ed in collaborazione con Francesco Rutelli, Ministro,a sua volta, dei Beni Culturali, era riuscito a liberare Palazzo Barberini dall'occupazione (abusiva) del Circolo Ufficiali? Non pretendevo certo risposte dirette a me - semmai ai tanti cittadini romani affezionati al Pincio come me... Ma non ci sono state risposte. Peccato. Ed ora un'altra osservazione che si è sedimentata in una constatazione in questi mesi in cui sono stata "costretta" ad occuparmi di automobili (argomento da cui abitualmente rifuggo). Mi sono chiesta anch'io, nel mio piccolo, dove si potrebbe trovare un alloggio alle troppe automobili dei romani, in modo da liberare le strade dalle auto in sosta. E temo di aver scoperto che i romani sono troppo pigri, e tirchi, per usare (e pagare) un garage. Faccio un esempio concreto: nel mio condominio, nei dintorni di Campo de' Fiori, siamo soltanto in due, due donne, che, sia pur sospirando, paghiamo ogni mese l'affitto di un posto-macchina in uno dei tre garage vicinissimi a casa nostra. Io poi ho una seicento scassata vecchia di dieci anni, e spendo per "lei" 185 Euro al mese di alloggio. Ma tutte le strade e stradine attorno sono intasate di lucenti automobili longilinee come top model,o viceversa massicce e minacciose come i Suv. Tutte parcheggiate in divieto di sosta, e spesso in isole pedonali. Ecco perché undici minuti a piedi dal parcheggio del Galoppatoio a Piazza di Spagna sembrano troppi ai residenti del Tridente. Ma i box dentro il Pincio se li sarebbero davvero comprati a 80.000 o 100.000 Euro?
ROMA. PINCIO. Ho vinto ma non sono felice
La giunta capitolina e il sindaco Gianni Alemanno hanno deciso di annullare il progetto del megaparcheggio del Pincio, se non ci sono altre opzioni. L'assessore alla Cultura Umberto Croppi ha spiegato che la ditta appaltatrice sarà rimborsata solo per le spese già sostenute. L'autrice, che si è battuta per il progetto, è contenta, ma si sente intristita perché la ragionevolezza e il buon senso sembrano essere diventati virtù dell'altra parte politica. L'autrice ha anche notato che i romani sembrano essere troppo pigri per usare i garage e pagare per l'alloggio delle loro automobili.
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