È difficile raccogliere informazioni sui lavori in corso a La Maddalena per il G8 (previsto a fine giugno 2009) perché le notizie sono state secretate dal Governo. I lavori previsti, già appaltati, sono iniziati e si dice che tutte le opere in corso verranno corredate di impianti eolici e fotovoltaici per essere totalmente autonome dal punto di vista energetico. Dato il grande ritardo, si lavora a ritmo forsennato, quasi 24 ore al giorno, per la riconversione delle strutture, già della Marina Militare, destinate ad accogliere i capi di Stato e il loro seguito. Tra accompagnatori e giornalisti accreditati, ci saranno oltre 3.500 persone. Sono in corso di trasformazione l'ex ospedale della Marina, che diventerà un albergo a cinque stelle, e la caserma Faravelli, che ospiterà la stampa internazionale, mentre gli uffici della Marina verranno trasferiti in un nuovo edificio prefabbricato a Cala Camiciotto, da convertire successivamente in ospedale. All'interno dell'ex arsenale si realizzerà una struttura a sbalzo sul mare per accogliere la sala del consiglio del G8. Vi sono notevoli difficoltà per abbattere parte dei 155 appartamenti, ancora abitati da altrettanti ex dipendenti civili della Marina e dalle loro famiglie, per crearvi aree verdi. A fianco dei problemi del G8, c'è un altro aspetto di grande importanza, quello del futuro della Maddalena. Ne parliamo con il comandante Angelo Zerilli: «Nel 2002 sono stato responsabile per conto del Consiglio dei ministri di un progetto di riconversione dell'arsenale e delle aree già occupata dalla Marina in un polo nautico per i sempre più numerosi maxi yacht che oggi circolano nel Mediterraneo che prevedeva non solo banchine e infrastrutture a terra adeguate ma anche, e soprattutto, cantieri in grado di garantire l'assistenza, le manutenzioni, le riparazioni, i refitting e l'invernaggio. Oggi siamo in molti a chiederci come lo staff di professionisti incaricati dei progetti della parte a mare intendono procedere per il futuro riutilizzo delle infrastrutture esistenti o appena create, senza dimenticare che un progetto come quello del polo nautico porterebbe lavoro tutto l'anno alla popolazione». Michele de Montis, ex consigliere comunale, spiega: «La popolazione e gran parte delle forze politiche locali lamentano di essere tenute all'oscuro sui programmi a lungo termine, che saranno gestiti dalla Regione perché il comune di La Maddalena, a differenza di molti altri della Sardegna, non ha mai chiesto la gestione dei beni demaniali del suo territorio. Ignorando i futuri progetti e le relative ricadute economiche, non abbiamo alcuna possibilità di intervenire». E c'è un altro grave problema, ancora irrisolto, della Maddalena, quello del parco nazionale. La gestione autonoma del l'Ente Parco (che non ha buoni rapporti con l'amministrazione comunale) ha fino ad oggi scontentato tutti e ha dimostrato l'incapacità da parte degli addetti di far rispettare i divieti e di riscuotere i pedaggi previsti. L'insufficiente informazione sul regolamento e sul dove chiedere i permessi a pagamento oltre alla sporadicità dei controlli, hanno fatto sì che i diportisti, durante l'estate appena conclusa, abbiano in gran parte ignorato limiti e divieti. Ben pochi si sono ormeggiati alle boe, peraltro costose e in numero insufficiente e tutti, salvo gli interessati, si sono ribellati ancora una volta al fatto che le proibizioni di approdo e ormeggio per le barche private non valgono per i barconi che ogni giorno riversano centinaia di turisti sulle spiagge proibite dell'arcipelago.