I fregi della storica chiesa rimossi da Villa Fabbricotti Ci sono voluti quasi 60 anni, ma finalmente i pregevoli marmi della settecentesca Chiesa degli Armeni cominciano a vedere nuovi orizzonti. Colonne, cartigli e fregi della storica chiesa livornese devastata dalla guerra e dall'incuria vennero infatti trasferiti verso il 1950 nel parco di Villa Fabbricotti rimanendovi poi sino ai giorni nostri. Sono oltre un centinaio di elementi marmorei di cui alcuni rimossi adesso per una prima sommaria pulizia in vista della ricollocazione nel luogo d'origine ora destinato a centro culturale armeno e la cui inaugurazione si terrà il prossimo 27 settembre in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. Gli altri marmi, riferisce il professor Giangiacomo Panessa, quale rappresentante culturale del Patriarcato Armeno in Cilicia, si pensa poi di ricoverarli momentaneamente a Villa Henderson in via Roma, nel Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, rifacendosi a quanto promesso tempo addietro dalla vicepresidente della Provincia Monica Giuntini. La prospettiva è infatti, prosegue Panessa, quella di realizzare un'adeguata sistemazione del neonato centro culturale armeno di cui l'intervento sui marmi costituisce perciò solo il primo passo. Un percorso progettuale che porterà così a riqualificare quanto resta della chiesa di San Gregorio Illuminatore, il cui magnifico prospetto barocco (affacciato su Via della Madonna), sempre grazie al professor Panessa, è stato di recente ripulito e di nuovo munito della sua imponente cancellata in ferro battuto (quella originale fu sottratta da ignoti nel 1951). Compiuta sotto l'egida della Soprintendenza e con l'autorizzazione del Comune, l'attuale traslazione ha per ora interessato alcuni elementi architettonici di particolare significato. Ricordiamo, fra gli altri, un pregevole cartiglio recante incisa la scritta: "Illuminare his qui in tenebris", tratta dal Vangelo di San Luca, ed un basamento marmoreo con scolpita l'immagine di un leone, riferita perciò alla facoltosa famiglia Mirman, ora estinta, ma a lungo residente nella nostra città, che finanziò nel'700 la costruzione della chiesa che per un paio di secoli è stata il fulcro della comunità armena, una delle più importanti presenti in passato a Livorno. Allo spostamento dei marmi, eseguito dalla ditta livornese Siderlavori, hanno partecipato come volontari anche esponenti della Confraternita dei Cavalieri Templari "Ugone dei Pagani" di Livorno.
LIVORNO. I marmi degli armeni tornano a casa
La chiesa storica di San Gregorio Illuminatore a Livorno è stata devastata dalla guerra e dall'incuria. I suoi pregevoli marmi, tra cui colonne, cartigli e fregi, sono stati trasferiti nel parco di Villa Fabbricotti nel 1950. Oltre 100 elementi marmorei sono stati rimossi per una prima pulizia in vista della ricollocazione nel luogo d'origine, destinato a centro culturale armeno. Altri marmi saranno ricoverati temporaneamente al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo. La prospettiva è quella di realizzare un'adeguata sistemazione del centro culturale armeno e di riqualificare la chiesa di San Gregorio Illuminatore.
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