Urbani: un mese di scavi, poi i lavori del metrò. «Tra un mese sarò a Napoli per un sopralluogo nei cantieri del metrò - annuncia Giuliano Urbani, ministro per i beni culturali - passato e futuro possono convivere, ancora poche settimane di scavo e sapremo tutto sulle scoperte archeologiche. Poi si andrà avanti con i lavori, secondo programma. In piazza Municipio non ci sono problemi. Per piazza Nicola Amore, invece, potrebbe essere necessaria una revisione del progetto della stazione». La metropolitana dell'archeologia è una una grande opportunità per Napoli, una marcia in più per calamitare l'attenzione dei turisti. Lungo questo percorso passato e futuro possono marciare di pari passo, senza ostacolarsi l'uno con l'altro. Ancora qualche settimana di scavi e avremo le idee chiare». Così il ministro per i beni culturali Giuliano Urbani, che tra un mese sarà in città per un sopralluogo nei cantieri di piazza Municipio e piazza Nicola Amore. Quale ritiene sia la strategia migliore per la conservazione dei reperti? «Ho appena ricevuto una relazione dettagliata dal soprintendente regionale Stefano De Caro. E ho avuto anche occasione di trattare l'argomento con il sindaco Rosa Iervolino, che ha evidenziato l'importanza della metropolitana per Napoli. Il mio punto di vista? Bisogna fare tutte le verifiche necessarie e, subito dopo, completare l'opera pensando a una forma di convivenza tra ferrovia sotterranea e meraviglie dell'antichità». Nessun problema tecnico? «Per quanto riguarda piazza Municipio, nessuno. Gli archeologi hanno sempre lavorato di concerto con la Metropolitana, partecipando alla fase decisionale della progettazione del percorso: sapevano fin dall'inizio cosa avrebbero trovato, ma anche dove l'avrebbero trovato, e hanno saputo operare in modo da non compromettere l'integrità dei reperti». Quale sarà, allora, il futuro delle barche romane e delle altre tracce dell'antico porto? «Quel che è stato possibile recuperare sarà in parte musealizzato, in parte conservato nella sede originaria. I viaggiatori potranno usare il metrò e beneficiare di una suggestiva "finestra sugli scavi". Tutto secondo programma: il tesoro è svelato, i lavori possono proseguire senza ostacoli e non ci dovrebbe essere necessità di apportare modifiche ai piani già stabiliti». Per piazza Nicola Amore, invece, il discorso è diverso. «In piazza Nicola Amore bisogna continuare a scavare per capire il valore e l'entità delle scoperte. Nel giro di qualche settimana, al massimo entro un mese, contiamo di avere le idee chiare sull'edificio di età imperiale che un po' alla volta gli archeologi stanno mettendo insieme». E poi? «Poi bisognerà prendere una decisione». Spostare la stazione? «Non è escluso». A chi spetta l'ultima parola? «Poiché si tratta di scelte molto delicate si è deciso di affidarle al comitato di settore, massimo organismo tecnico del ministero. Una specie di corte di cassazione». L'intervento del comitato è stato sollecitato, data l'importanza delle scoperte, dal soprintendente De Caro? «Il bravo soprintendente non è quello che dice sempre di sì, e nemmeno quello che dice sempre di no. Il bravo soprintendente è quello che cerca soluzioni per integrare la tutela dei beni culturali con l'applicazione di altre esperienze tecnologicamente valide» Un esempio? «Durante la costruzione della metropolitana di Atene i tecnici si sono trovati di fronte a problemi non molto diversi da quelli di Napoli, ma sono riusciti a risolverli. Ed è questa la strategia che si intende seguire». Il ritrovamento del tesoro archeologico, insomma, non deve essere d'ostacolo al regolare proseguimento dei lavori. «Qualche settimana di scavi, al massimo un mese, dovrebbero essere sufficienti per avere le idee chiare e organizzare al meglio l'attività del cantiere. Ed è un lasso di tempo che conviene concedersi, data l'importanza dei ritrovamenti. Ma parlo sempre di piazza Municipio. Per quanto riguarda piazza Nicola Amore occorre maggiore cautela, soprattutto se dovesse emergere la necessità di delocalizzare la stazione». Immaginava che Napoli avrebbe restituito tanti tesori? «Me lo aspettavo. Qualche anno fa sono stato nella vostra città per un convegno e ho avuto occasione di visitare gli scavi di San Lorenzo Maggiore. È stata un'esperienza fantastica. Basta uno sguardo per rendersi conto che il sottosuolo di Napoli è una miniera di meraviglie e di sorprese».