Il Pd chiede alla Regione di intervenire. Interpellanza inviata anche a Procura e Interni Salta la commissione urbanistica con i capigruppo, sinistra in rivolta Favilla promette dati per martedì. Pdl: Giusto far slittare il consiglio a giovedì con informazioni certe LUCCA. Lì per lì il centrosinistra non ci ha creduto. Alla commissione urbanistica indetta con i capigruppo per parlare dell'eccesso di cementificazione il sindaco non si è presentato. Ufficialmente era impegnato a ricevere il comitato che gli ha consegnato tremila firme contro l'ospedale a S. Filippo e poi con i Lucchesi nel mondo. In realtà i dati su quanto si è costruito e dove si sono superati i limiti non sono pronti. Lo saranno all'inizio della prossima settimana, assicura il sindaco. Che aggiorna la riunione della commissione urbanistica con i capigruppo a martedì e fa slittare il consiglio comunale sull'urbanistica a giovedì alle 16. Ma questa garanzia non viene ritenuta sufficiente dal Pd. Tanto che i consiglieri Serena Mammini e Celestino Marchini spediscono anche al presidente della Regione, al presidente della Provincia, al prefetto, al ministero degli Interni e alla Procura l'interpellanza con cui, per la terza volta, chiedono al sindaco lumi su quanto si è costruito nelle varie zone. La decisione di inviare anche alla Procura e al ministero l'interpellanza sulle volumetrie nasce per due motivi: il fatto che, a causa di questa situazione di stallo, anche ieri mattina l'ufficio edilizia non ha rilasciato permessi a costruire già completi e con gli oneri di urbanizzazione versati; in più c'è la questione dei continui ritardi nel fornire cifre precise sull'urbanistica. Non a caso Marchini e Mammini «vista la gravità di quanto accaduto e il ritardo nel fornire i dati (la prima richiesta risale a 10 mesi fa) chiediamo ai vari enti (dalla Regione alla Procura) di intervenire nei modi più opportuni per invitare il sindaco a dare una risposta certa e completa». Secondo il Pdl, invece, non c'è niente di male a far slittare ancora di qualche giorno il dibattito sull'urbanistica, in modo da affrontarlo con dati precisi. Anche se - - si legge in una nota di Maurizio Dinelli, coordinatore comunale di FI e di Franco Fabbri, capogruppo consiliare - è necessario avere questi dati prima possibile, come è «necessario che l'impegno del sindaco, che ha prontamente affidato i necessari incarichi esterni alla struttura Comunale, sia immediato per quanto riguarda l'aspetto giuridico-legale e quello tecnico-urbanistico». Avere cifre esatte e pareri legali e tecnici di esperti - prosegue la nota «sarà utile per eliminare ogni dubbio sulla legittimità di tutto o parte del regolamento urbanistico e sulle eventuali difformità dal piano strutturale». Solo davanti a dati e pareri certi - evidenzia il Pdl - «si potrebbe arrivare anche in via di autotutela a un possibile provvedimento del consiglio comunale teso a sospendere l'efficacia del regolamento urbanistico, solo per un breve termine utile a effettuare le necessarie verifiche tecnico-amministrative esplicate con pareri pro-veritate». È ovvio - insiste Fabbri - che se emergessero difformità si imporrebbe l'urgente adozione di rimedi per i vizi urbanistici, con provvedimenti, però, che «assicurino la piena legittimità dell'azione amministrativa e la più ampia conformità all'interesse pubblico». Scetticismo da parte, però, di Rifondazione comunista. Dopo «l'aspro dibattito di ieri mattina», e lo slittamento della verifica sul cemento il capogruppo Antonio Sichi affonda: «Ormai è chiaro che sull'urbanistica si gioca la credibilità di questa maggioranza e del sindaco. In base a quale strada sceglierà Favilla si potrà capire se veramente, è come dice, libero da condizionamenti politico-economico dettati fuori dal palazzo Orsetti, o se ancora una volta la "politica" è costretta ad abdicare di fronte ai poteri forti. Riteniamo sbagliata la scelta anticipata dal sindaco di rivedere il piano strutturale e poi di aggiornare il regolamento urbanistico». «È stato tradito lo spirito della lista: i vertici hanno spesso messo in imbarazzo l'amministrazione» Governare Lucca perde (tanti) pezzi Molti sostenitori lasciano Angelini per schierarsi con Mauro Favilla LUCCA. Il sindaco Mauro Favilla ha mostrato un «grande equilibrio politico e amministrativo». Invece i vertici di Governare Lucca - il nome non viene fatto, ma il riferimento a Piero Angelini è evidente - hanno messo «in imbarazzo e in difficoltà» più volte l'amministrazione comunale. Per queste ragioni, un gruppo di (ex) militanti della lista civica decide di saltare il fosso. Di lasciare Angelini e quello che resta del gruppo consiliare dimezzato al suo destino. Fra questi ci sono alcuni nomi illustri del movimento, a cominciare da Marco Chiari, attuale consulente del sindaco per le questioni del decoro urbano, oltre a Giancarlo Ramacciotti, Maurizio Campo, Paolo Razzuoli, Alessia Lombardi, Emiliano Pellegrini, Renzo Del Mugnaio, Luigi Pinelli, Nicu Aldea, Massimo Tessieri, Domenico Panconi. Scrivono gli ex di Governare Lucca: «A metà di luglio abbiamo reso pubblico il nostro dissenso sulle scelte politico-amministrative adottate dalla lista. Eppure la nostra scelta di aderire a Governare Lucca è maturata su un duplice terreno: una dimensione di natura amministrativa, riconducibile alla proposta programmatica di Mauro Favilla ed alla consapevolezza che la sua figura costituiva una garanzia per la ricostruzione di un corretto rapporto istituzioni-società civile che si era sfilacciato; una motivazione politica, data dalla speranza che attorno al movimento potesse ricostituirsi quel senso della partecipazione politica che oggi è venuto meno». Ma per i firmatari del documento «Governare Lucca ha tradito entrambe le aspettative. Sul versante politico-amministrativo, per effetto di prese di posizione di assessori, consiglieri eo esponenti di punta - prosegue la nota - la lista ha finito per mettere sempre più in difficoltà l'azione del sindaco e dell'intera amministrazione, spesso con motivazioni strumentali, anche se ammantate dal tentativo di nobilitarle in nome del pubblico interesse e di una sorta di presunta "interpretazione autentica" del programma di Mauro Favilla. Laddove si pretende di assurgere a unico alfiere della pubblica morale e del pubblico interesse, negando che altri possano muoversi sulla stessa strada, si cade in un pericoloso integralismo che non porta da nessuna parte (il riferimento ad Angelini è evidente, ndr)». Inoltre - insistono gli ex di Governare Lucca - «lascia perplessi il tono di certi appelli rivolti al sindaco affinché ritorni sulla "retta via", che altri lo avrebbero indotto ad abbandonare. Toni ancor più incomprensibili, ove si consideri la lunga amicizia e collaborazione che hanno contraddistinto la vicenda del sindaco e del responsabile di punta di Governare Lucca (Angelini, appunto). La nostra valutazione è che Favilla ha mostrato grande equilibrio istituzionale e serietà politica, sapendo che il confronto, anche se faticoso, la ricerca del consenso, la pazienza del difficile lavoro di mediazione fra gli interessi legittimi che si manifestano nel corpo sociale sono la sua forza. Occorre metterlo in condizione di sviluppare al meglio la propria azione, in vista della più completa realizzazione del suo programma». In più - evidenzia la nota - «quello che doveva essere uno strumento di partecipazione, si è sviluppato come un feudo personale di qualcuno. Da qui la pratica dell'ostracismo per chi dissente e, ove necessario, può sempre tornare utile il ricorso al venticello della calunnia. È evidente che tale ambiente risulti indigesto per chi della politica non intende farne una professione, bensì una scelta di servizio alla città». Grave che il Comune perda ancora tempo Ancora un rinvio sull'urbanistica. Riteniamo grave che l'amministrazione continui a prendere tempo e ad evitare il confronto in consiglio comunale. Attendiamo ancora i dati completi (sull'edificazione) perché nella comunicazione del sindaco prima dell'estate ci erano stati forniti solo dati parziali. Non siamo d'accordo con l'idea di Favilla di risolvere tutto con un nuovo piano strutturale (nei fatti una modifica sostanziale del precedente anche se si punta a sminuirne la portata). Già prima dell'estate sia noi come minoranza che 14 consiglieri di maggioranza avevamo richiesto una convocazione urgente del consiglio sull'urbanistica; oggi invece si adotta la logica del rinvio che rende evidente la difficoltà di questa maggioranza nell'affrontare una situazione tanto grave, mentre l'Ulivo-Pd ha chiesto di definire con chiarezza responsabilità e percorsi di risoluzione. È inaccettabile che di questa situazione si discuta da tutte le parti meno che nella sede propria che è il consiglio comunale. Ciò che troviamo grave è che Favilla abbia incentrato la sua campagna elettorale sulla lotta alla cementificazione selvaggia e ci abbia segnalato la difficoltà di decidere criteri trasparenti nel rilascio delle quantità edificabili residue. È ancora fresca nella nostra memoria la vicenda scandalosa del rinvio della prima variante al regolamento urbanistico che ha consentito interventi che dopo poche ore sarebbe stati impossibili, così come abbiamo denunciato più volte che la seconda variante è scomparsa per circa 3 mesi, nonostante gli impegni del sindaco a licenziarla urgentemente. L'urbanistica come governo del territorio è una delle competenze più importanti per una amministrazione comunale che deve operare con trasparenza e nell'interesse dell'intera collettività. Per il Pd, Andrea Tagliasacchi Cecilia Carmassi
Il Tirreno
12 Settembre 2008
LUCCA - URBANISTICA: Cemento, sulle cifre manca ancora chiarezza
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Bene culturale
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