CAMPANIA - Pompei. Sos degrado scavi: occorrono sette milioni di euro per lavori di restauro urgenti alla Casa dei Vetti, la Villa di Giulia Felice, alla Villa dei Misteri, la Palestra Grande e il Quadriportico dei Teatri. È l'sos che il commissario delegato Renato Profili lancia agli sponsor per salvare i preziosi e suggestivi affreschi e mosaici, aggrediti dal logorio del tempo, custoditi tra le antiche vestigia della città sepolta. «Ho chiesto al soprintendente Pietro Giovanni Guzzo, visto che io non sono un archeologo - precisa il prefetto che dal 4 luglio scorso è stato nominato dal Governo commissario delegato per risollevare le sorti dell'antica Pompei - di fornirmi un elenco dettagliato degli interventi più urgenti da fare all'interno dell'area archeologica. Ora mi affido agli imprenditori privati, affinché, intervengano numerosi per salvare gli scavi dal degrado. Queste aree necessitano di lavori urgentissimi e non prorogabili. Speriamo di reperire, il più presto possibile, i finanziamenti che occorrono». Gli eventuali sponsor, che decideranno di adottare un'insula bisognosa di restauro, beneficeranno di sgravi fiscali. Il commissario straordinario ha esteso l'appello agli imprenditori italiani e stranieri perché, nelle casse della soprintendenza, non ci sono fondi necessari per affrontare i lavori di somma urgenza elencati nel dossier redatto dal soprintendente Guzzo. I quaranta milioni di euro, attualmente affidati alla gestione commissariale e prelevati dal bilancio della soprintendenza di Napoli e Pompei, sono destinati ad altri impegni di spesa. Prima del prefetto, a invocare l'intervento dei privati, fu l'allora ministro dei Beni Culturali Walter Veltroni, fautore della legge speciale che, il 17 ottobre del 1997, dotò di autonomia scientifica, organizzativa, finanziaria e amministrativa e la soprintendenza archeologica di Pompei (oggi non più in vigore). A quell'appello, però, non ci fu un seguito. Nessun privato, infatti, accolse l'invito dell'ex ministro di correre al «capezzale» dell'agonizzante sito archeologico. Per restaurare l'intera area archeologica, che si stende su 66 ettari di cui 44 scavati, occorrerebbero duecentocinquanta milioni di euro da spendere in dieci anni. Il consiglio di amministrazione della soprintendenza archeologica di Napoli e Pompei, presieduto dal soprintendente archeologo Pietro Giovanni Guzzo, riunitosi nella tarda mattinata di ieri, ha, intanto, deliberato di sospendere tutti gli impegni di spesa dell'anno in corso, per manutenzione ordinaria e straordinaria, per insufficienza di disponibilità in bilancio. Il prefetto, inoltre, punta ad un rilancio del sito, con un incremento dei visitatori e degli introiti legati alla vendita dei biglietti, con l'apertura di nuove domus «proibite» al pubblico da decenni. «Rispetto alle attese che ci eravamo riproposti, ad oggi, siamo riusciti ad aprire solo sette case su diciannove. Confidiamo di completare il progetto entro novembre». Il rilancio della città sepolta sarà presentato alla platea mondiale il 19 settembre prossimo con una conferenza stampa internazionale e la distribuzione di un cd-rom interattivo contenente le immagini e le informazioni di tutte le domus in procinto di essere riaperte.
CAMPANIA - Pompei. Sos degrado scavi.
Il prefetto Renato Profili ha lanciato un appello agli sponsor per salvare gli affreschi e mosaici di Pompei, aggrediti dal logorio del tempo. Occorrono sette milioni di euro per lavori di restauro urgenti in cinque aree archeologiche. Il commissario delegato ha esteso l'appello agli imprenditori privati e stranieri, che potrebbero beneficiare di sgravi fiscali. I quaranta milioni di euro attualmente destinati alla gestione commissariale sono stati prelevati dal bilancio della soprintendenza di Napoli e Pompei. Il rilancio della città sepolta sarà presentato alla platea mondiale il 19 settembre prossimo.
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