Ora però i restauri: "Una vittoria dedicata a Valadier ma sulla metro C niente barricate" Attendo alla prova il sindaco: tolga il colle e villa Borghese dallo stato di degrado Contento presidente? Avete invocato anche le alte sfere in difesa del Pincio. «Siamo felicissimi», risponde raggiante Carlo Ripa di Meana, presidente di "Italia Nostra" Roma. «Siamo riusciti a spiegare bene che questo bislacco manipolo di persone aveva ragione. E che sarebbe stato un delitto violare quel tuttuno di natura e architettura che sono il colle, la piazza, le chiese». E la Chiesa ... «Certo, ci siamo appellati anche al Papa. E abbiamo fatto dire messa in Santa Maria del Popolo in onore dellartefice, 200 anni fa, di questo incantevole luogo: il grande Giuseppe Valadier». La giunta Alemanno ha sposato le vostre tesi. Il partito del «sì», che era trasversale, perché ha perso? «Era debole la motivazione del piano di Veltroni. Non reggeva lequazione: parcheggio uguale meno auto in centro. E il progetto era mal preparato persino nel numero dei residenti del Tridente». Però nel luglio del 2005 avevate detto sì al parcheggio a patto che laccesso fosse su Corso Italia. «Non io, a quel tempo non ero neanche presidente nazionale di "Italia Nostra"». Cè stato un momento in cui ha pensato che avreste perso? «Sì, quando tutti ci facevano gli auguri, ma solo per cortesia». E quando ha sentito lodore della vittoria? «Quando Celentano ha fatto "il miracolo" alla mostra del Cinema di Venezia». Avete fatto esposti alla Corte dei Conti e in Procura. Insistete? «Non ho un animo persecutorio. Ho ottantanni e ununica passione, una sola missione: difendere la nostra storia». Anche il Pincio dal degrado? «Attendo Alemanno alla prova: ora restaurino e ridiano dignità a tutta villa Borghese». A piazza Venezia lantico copre quasi tutta larea della Metro C, non solo il 30 come al Pincio. Cosa farete? «Noi vogliamo che la metro si faccia, ma con la minore perdita possibile per larcheologia».