Fin dai primi passi, nel 2004, del progetto di un parcheggio interrato nella collina del Pincio, la mia posizione, e quella dellAssociazione che rappresento, è stata netta. Svuotare come un bignè uno dei luoghi più magici di Roma per infarcirlo con una grande autorimessa sotterranea appariva inaccettabile. Sia per lintangibilità che dovrebbe circondare le famose e irripetibili Ville Storiche di Roma, sia per la stabilità delle pendici verso il Muro Torto, sia per i resti archeologici che sicuramente si sarebbero rinvenuti in quel luogo. Oggi tutta la polemica si è ristretta attorno ai ruderi da poco scavati sul piazzale. Senza nulla togliere alla sacralità della storia, il ridurre il problema a questi resti archeologici (dei quali peraltro il sottosuolo della città è pieno), anche se riuscirà a bloccare il progetto assomiglia un po allaccusa di evasione fiscale mediante la quale si riuscì a mandare in galera Al Capone. Se si restringe il dibattito al solo ambito archeologico, ecco subito il rimedio pronto: basta spostare un po più in là il cemento, valorizzare i ruderi con apposite illuminazioni e magari con un museo ad essi dedicato e voilà, tutto è risolto con soddisfazione generale. Più che quelle attinenti ai resti archeologici altre sono le ragioni che militano contro tale progetto. Innanzitutto il fatto che questo si aprirebbe a poche centinaia di metri (qualcuno ha calcolato 130) dal vicino grande parcheggio costruito trentanni fa sotto il prato del Galoppatoio di Villa Borghese e che oggi è sottoutilizzato. Questo grande complesso sotterraneo potrebbe invece essere collegato pedonalmente o con tapis roulant a Piazza del Popolo con molti meno danni per lambiente e il paesaggio. Se si vede cosa è successo in superficie al Galoppatoio si può immaginare quello in cui verranno ridotti il piazzale e i giardini del Pincio con le prese daria e gli sfiatatoi collegati ai sei piani di autorimessa sotterranea. In secondo luogo, molti lhanno già sottolineato ma repetita juvant , un parcheggio in pieno Centro Storico, anche se alleggerirebbe la presenza delle auto in sosta di 700 elementi, attirerebbe ancor più traffico in una città come Roma che già detiene il record nazionale ed europeo con le sue 2.800.000 autovetture. Infine, preoccupa il fatto che per gli anni in cui il cantiere sarà in funzione, le strade che interessano, oltre al Pincio, anche Piazza del Popolo e la Villa Borghese saranno coinvolte nel passaggio di migliaia di camion che trasporteranno alle discariche la terra di scavo, delle betoniere che porteranno migliaia di metri cubi di calcestruzzo e degli autotreni carichi di materiali di costruzione. Il tutto a pochi metri dalle rampe del Valadier, dalla chiesa di Santa Maria del Popolo e dallobelisco egiziano.