CAGLIARI. Agli ambientalisti il giudizio pesantissimo del presidente della Regione Renato Soru sui parchi nazionali in Sardegna non è andato proprio giù. Il governatore, commentando il passaggio dell'Asinara alla Conservatoria delle coste, l'altro ieri ha rilanciato la polemica sulla gestione delle riserve naturalistiche protette. Una valutazione severa che aveva arroventato il clima politico nell'ottobre dello scorso, quando Soru e l'assessore all'Ambiente Cicito Morittu avevano criticato i parchi della Maddalena e dell'Asinara, rivendicando un modello di tutela nel quale la Regione avesse un peso maggiore. Ebbene, il portavoce del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, ieri ha risposto a Soru: «Presidente Soru, aiuti i parchi, anziché dargli addosso!». Dopo avere espresso una valutazione positiva sulla «prima vera dotazione di aree da destinare alla gestione dell'Agenzia della Conservatoria delle coste sarde», Deliperi contesta i giudizi di Soru sui parchi sardi, soprattutto su quello dell'Asinara. «Il parco nazionale dell'Asinara - dice il presidente dell'associazione ecologista - ha compiuto dieci anni. Dopo la repentina eliminazione della gestione da parte dell'amministrazione penitenziaria (dal 1885 l'Asinara è stata casa penale e stazione sanitaria), il territorio dell'isola ha avuto ulteriori gravi problemi di degrado. L'Ente Parco, con pochi soldi e ridotto personale e inizialmente con una struttura provvisoria, ha fatto quello che ha potuto». «Spesso - continua Deliperi - le ingerenze di stampo politico hanno complicato la vita dell'area protetta. Nella valutazione di questi anni di gestione, come sempre, ci sono luci e ombre. Per esempio, come non valutare positivamente l'eliminazione di gran parte delle discariche abusive, il restauro di alcuni complessi ed edifici, l'apertura alle visite guidate, la promozione culturale, le iniziative di sensibilizzazione ambientale e gli interventi gestionali sulla fauna? Certo ci sono anche delle ombre, ma questo è anche inevitabile se si ragiona sulle risorse reali date in dotazione al Parco e su alcuni ostacoli oggettivi. Per esempio: sono ancora scarsi i servizi alla fruizione turistica e ci sono problemi da risolvere come le carenze idriche e la depurazione». Stefano Deliperi affronta poi il problema del Piano del parco, esplicitamente richiamato martedì da Soru. «C'è poi la perdurante inoperatività degli atti di pianificazione gestionale - dice infatti -. Anche se, per dirla tutta, mi risulta che il piano del parco dovrebbe essere già in fase di approvazione definitiva in Regione. Il Piano è stato infatti pubblicato dall'Ente parco il 27 settembre dello scorso anno e anche la nostra associazione ha fatto le sue osservazioni, alle quali poi la direzione del parco ha regolarmente risposto. Da prima dell'estate, dunque, il piano dovrebbe essere in Regione in attesa dell'approvazione definitiva». Gli ambientalisti passano poi al contrattacco e "punzecchiano" Soru. «Prima di "sparare a zero" sui parchi nazionali - dice infatti Deliperi -, il presidente della Regione Renato Soru e l'Asseore regionale della Difesa dell'ambiente Cicito Morittu dovrebbero fare un ben più pesante esame critico sui parchi regionali: i soli due esistenti, quello di Porto Conte e quello del Molentargius-Saline, gestiti dagli enti locali interessati, vegetano in stato pre-comatoso fra abusivismo edilizio, discariche abusive, scarichi non autorizzati, incendi, bracconaggio e ingenti spese, soprattutto quello di Molentargius-Saline». E aggiunge subito: «Come valutare, poi, il fatto che il sistema regionale delle aree protette previsto dalla legge regionale numero 31 del 1989 è largamente inattuato? In sede di prima applicazione della legge erano stati individuati e classificati nove parchi regionali, sessanta riserve naturali, ventidue monumenti naturali e sedici aree di rilevante interesse naturalistico. E invece sono stati istituiti solo due parchi e 19 monumenti naturali. In più, last but not least, si deve all'indecisionismo (per non dire peggio) della Regione e degli enti locali interessati se il parco nazionale del Gennargentu è stato affossato e con esso le speranze turistiche ed economiche delle zone interne. Che vogliamo fare?». Il portavoce del Gruppo di Intervento giuridico conclude con un appello appassionato: «E' possibile adesso rimboccarsi le maniche e lavorare per i parchi naturali senza alimentare sterili polemiche?».
SARDEGNA - Critiche ingenerose all'Asinara
Il presidente della Regione Renato Soru ha espresso un giudizio severo sui parchi nazionali in Sardegna, criticando la gestione delle riserve naturalistiche protette. Il portavoce del Gruppo di intervento giuridico, Stefano Deliperi, ha risposto a Soru, contestando i suoi giudizi e affermando che il parco nazionale dell'Asinara ha fatto quello che ha potuto con le risorse reali date. Deliperi ha anche criticato la gestione dei parchi regionali, come quello di Porto Conte e quello del Molentargius-Saline, che sono in stato di abusivismo edilizio e discariche abusive. L'associazione ecologista ha chiesto di lavorare per i parchi naturali senza alimentare sterili polemiche.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo