Dal sito del Governo (http:www.governo.itNotiziePalazzo20Chigidettaglio.asp?d40196pg12C22952C3773pgc2) Ieri nella conferenza stampa congiunta con il premier inglese Gordon Brown: Rispondendo alla domanda di un cronista inglese Berlusconi, dopo aver premesso che "il livello dell'economia italiana è molto solido", ha aggiunto che "il nostro Paese gode di un alto livello di vita e di benessere". "L'Italia - ha continuato il premier - è il sesto contributore delle Nazioni Unite e il terzo dell'Unione europea, è uno dei Paesi che impegna il più alto numero di uomini nelle missioni all'estero e sul piano economico può vantare il primato di avere l'83 di cittadini che sono proprietari della loro casa. Un primato - ha proseguito - che riguarda anche il possesso di telefonini, automobili e tv". Infine, il Presidente del Consiglio ha ricordato che "il 72 del patrimonio culturale in Europa si trova in Italia e ben il 50 di quello mondiale sta nel nostro Paese". E poi ha aggiunto con un ampio sorriso, "abbiamo la squadra di calcio campione del mondo e un presidente che come numero uno delle squadre di club ha vinto più di tutti nel mondo essendo secondo solo allo spagnolo Bernabeu". Dunque, ha concluso Berlusconi, "siamo un Paese ottimista in cui c'è la libertà, la democrazia, il sorriso e la gioia di vivere". Proprio mentre il suo Governo ha appena inflitto un ulteriore, durissimo colpo alla tutela tagliando i finanziamenti statali, Berlusconi non si perita di ricorrere strumentalmente persino alla ricchezza del patrimonio culturale italiano per mantenere la facciata di un "Paese ottimista". Ma c'è poco da essere ottimisti se il patrimonio culturale è incastrato "strategicamente" tra cellulari, automobili, naturalmente tv e orgoglio calcistico. Si potrebbe sospettare che esso preceda il calcio solo per ragioni retoriche, in modo da avere un finale in crescendo con lui protagonista. Lo preferiremmo invece in prima linea nella difesa del paesaggio e del patrimonio e meno ottimista in un paese che non valorizza le conoscenze e le competenze di giovani laureati e di meno giovani studiosi. Difficile chiedere loro "il sorriso e la gioia di vivere".