I due volumi intitolati «Officina Canuti: arte e territorio e Officina Canuti: il laboratorio didattico», rappresentano la conclusione di un complesso e ambizioso evento fondato sulla poetica dell'importante artista Nado Canuti. Un percorso che è cominciato nel mese di novembre di due anni fa, sotto la regia dell'architetto Alberto Bartalini che ha coinvolto la nostra città e anche l'Alta e la Bassa Valdera. I titoli dei volumi prendono il nome dall'omonima officina d'arte che si è contraddistinta per la molteplicità degli interventi che hanno contaminato la città di Pontedera, insieme con Ponsacco, Lajatico e Palaia dando nuova luce alle piazze, agli edifici e a buona parte del tessuto urbano del territorio.L'evento ha coinvolto il mondo della scuola, offrendo opportunità laboratoriali e studi con l'artista che in prima persona ha trasmesso agli studenti le teorie e le tecniche delle arti figurative contemporanee in un suggestivo luogo denominato Il Laboratorio di Via Turati, e sempre a Pontedera un altro ambiente fortemente connotato in senso antropologico - l'Ex Archivio Piaggio - è stato teatro di eventi artistici: da Cantiere Trafeli a Cantiere Baj, ad altre esperienze artistiche e didattiche cominciate 3 anni fa con Lorenzo Pezzatini e con Stefano Tonelli, protagonista della performance artistica "Gesto". L'Officina Canuti si è costruita poco alla volta come una rete e come in una trama si sono formate relazioni, incontri tra enti e persone. Le pubblicazioni che vedono scritti significativi come l'intervento di Paolo Crepet, Vittorio Sgarbi, Gillo Dorfles, Dino Carlesi sono indissolubilmente legate ai fondamenti filologici della cultura di Nado Canuti trattando una della produzione artistica dell'artista e l'altra della comunicazione sociale in riferimento alla didattica dell'arte. Queste pubblicazioni divengono dunque documento fondamentale, poiché testimoniano con preziose immagini le fasi, l'impegno, lo sforzo e l'entusiasmo che hanno contraddistinto Officina Canuti in tutti i suoi più intensi momenti. Il testo sulla poetica dell'artista milanese, ma toscano di nascita, presenta oltre alla suggestiva rielaborazione in chiave artistica, ad opera di Stefano Stacchini, le affascinanti foto di Mario Mulas, le esecuzioni che hanno contaminato l'arredo urbano della città e le opere esposte in occasione della mostra antologica al Museo Piaggio "Giovanni Alberto Agnelli": dalle sculture poste sotto il loggiato del Palazzo della Pretura, in Piazza Martiri della Libertà e nella Chiesa del Crocifisso, alle panchine e alle sculture dislocate in Piazza Cavour ed in altri luoghi della città, dagli interventi all'Oratorio di San Giuseppe, a quelli effimeri che sormontano la pensilina o i sottopassi di Via delle Colline e dell'Albereta. Il libro dedicato alla didattica attesta invece, con la vivacità propria di "un diario di bordo", l'esperienza unica dell'Officina e restituisce la complessità e la ricchezza di un percorso culturale condiviso attorno alla figura di Nado Canuti, cui va un sentito ringraziamento rivolto anche a chi ha permesso assieme al Comune di Pontedera, Ponsacco, Lajatico, Palaia, alla Fondazione Piaggio la realizzazione di questa importante iniziativa: la Regione Toscana, la Provincia di Pisa e gli sponsor privati. Idealmente il cantiere di Nado Canuti proseguirà con la realizzazione di nuovi progetti urbani per la città volti all'esecuzione del cancello del Teatro Era e alle sedute che insieme alla parete artistica già realizzata andranno ad arredare, abbellendola, piazza Andrea da Pontedera. Così un'iniziativa di cultura e che nasce come effimera, diventa momento formativo, educativo, civile. Paolo Marconcini sindaco di Pontedera