REAZIONI. Si prevede anche di trasferire il museo di Storia Naturale al Palazzo del Capitanio E l'opposizione chiede lumi Montagnoli: «Così cultura soltanto in centro storico» Tisato: «Manca la visione» La girandola dei palazzi storici comincia a prendere forma, dopo la decisione della giunta di trasferire entro l'anno al Palazzo della Ragione la Galleria d'arte di Palazzo Forti. Una decisione che coglie un po' in contropiede la Fondazione Cariverona, che ha acquistato dal Comune Castel San Pietro per 11 milioni 50mila euro, con destinazione museale, e a cui il Comune aveva prospettato l'ipotesi di farlo diventare la sede definitiva della Galleria, ma dopo un periodo provvisorio al Palazzo della Ragione. Cariverona, infatti, oltre ad aver acquistato Castel San Pietro, lo restaurerà (come aveva annunciato fin da subito) e avrà bisogno di circa tre anni, dall'inizio dei lavori. Un periodo, già annunciato, divenuto però troppo lungo per i tempi del Comune, che ora vuole liberare Palazzo Forti per venderlo, con base d'asta di 65 milioni. Ciò all'interno di un piano di alienazioni che prevede anche di vendere i palazzi del Museo di Storia naturale, Pompei e Gobetti, con basi d'asta di 20 e 10 milioni, oltre all'ex convento San Domenico (vigili) base d'asta 12,6 milioni. Il Comune vende per ricavare soldi per restaurare Arsenale e Palazzo del Capitanio, questo vicino al Palazzo della Ragione dove sarebbe destinato il Museo di Storia naturale. Per quest'ultimo servono dai 30 ai 50 milioni fra restauro, trasloco del museo e allestimento. Perciò il Comune sta studiando anche altre soluzioni. Ha preso una strada, dunque, sui palazzi storici e sulle loro destinazioni, anche se l'opposizione in Consiglio chiede quale sia la «ratio» di questo piano. Giancarlo Montagnoli, consigliere del Pd, spiega che «il risiko dei palazzi è casuale e costringerà il museo di Storia dentro il Palazzo del Capitanio, il che non è una grande idea. Era stravagante, poi, che qualcuno pensasse di portare la galleria a Castel San Pietro, che è di un altro proprietario. Mancano ancora, però, due pezzi: uno è che Verona alla fine risulta privata di una struttura utilizzata per i congressi, come la Gran Guardia, e poi manca un suggerimento alla Fondazione Cariverona per gli ex Magazzini generali, di sua proprietà. Tutta la cultura sarà infatti concentrata solo nel centro città, fra la Bra e piazza Erbe». Edoardo Tisato, di Per Verona civica, rileva che «questa scelta del Comune di liberare Palazzo Forti significa che esso vuole solo far cassa» e che «manca una visione organica sulla destinazione dei palazzi. Quanto alla Galleria d'arte, l'idea di portarla al Palazzo della Ragione si può anche condividere, ma Palazzo Forti deve continuare ad avere una destinazione artistica».E.G.