Gli addetti ai lavori tirano un bilancio sullofferta culturale in città: questanno 300mila gli euro investiti contro i centomila del 2003 e iniziative raddoppiate Può essere solo una questione di giocoleria numerica: oltre cento appuntamenti più otto mostre nellestate barese che sta finendo firmata dallassessore Nicola Laforgia contro gli scarsi 50 di quella del 2003 realizzata sotto legida della collega Angiola Filipponio Tatarella. Trecentomila euro investiti in dieci festival e una serie di appuntamenti internazionali, di livello, trasversali ed espressioni di generi e talenti, contro i centomila euro impegnati allultima ora nel 2003 per un cartellone assemblato e, come spiegava lallora sindaco Di Cagno Abbrescia «per tutti i gusti, per giovani e vecchi» con punte massime in Fairport Convention, Matia Bazar, Irene Grandi e Claudio Lolli. Ma non è solo questo. Molto è cambiato in queste quattro estati e forse è tempo di bilanci. Nessun eclatante miracolo, ma un lento e silenzioso lavoro che più che in direzione del divertimento - unico diktat che in città un tempo si amava associare al cartellone estivo, quando ce nera uno - è andato verso la creazione di prospettive, un allargamento dorizzonte, un affinamento di gusti e una reale apertura alla città che cresce con lascolto, la visione e, perché no, con la consuetudine a metter su personalmente eventi e a formarsi intorno ad essi. «Credo che la formazione di organizzatori culturali in questi quattro anni sia stato uno dei maggiori risultati - ritiene il consulente dellassessorato alla Cultura, Carlo Bruni - Ho visto ragazzi come quelli del gruppo Bass Culture, ad esempio, imparare a organizzare eventi da migliaia di spettatori come accaduto con lAcqua in testa. E molti altri dimostrarsi allaltezza di una grande macchina come la Biennale dei giovani artisti dove sono convenuti tutti, con egregi risultati, dando conto della vitalità creativa di questa città». Lacqua in testa, si diceva, per Shaggy e The Hives ha portato circa 25mila spettatori in due serate al parco di Punta Perotti. «Molti ci hanno detto che Bari in quei giorni sembrava una città europea - spiega uno degli organizzatori, Vincenzo Bellini - senza contare che per affrontare questo tipo di concerti i manager degli artisti pretendono uno standard qualitativo elevatissimo». Piazze riempite da almeno ventimila di spettatori per le dieci serate dellRtl on tour con collegamenti con Mtv e trentamila con il Battiti Live in piazza Prefettura. Buoni i risultati anche per Bari in Jazz, festival che compie appunto quattro anni di ottimo jazz internazionale, ragionato, prodotto. Per le quattro serate in piazza Mercantile e al Fortino circa quindicimila sono stati gli spettatori con un appuntamento finale con Bobby McFerrin. «Al di là di ogni aspetto artistico - ragiona il direttore del festival Roberto Ottaviano - Bari in jazz è uniniziativa che si è fortificata nel tempo proprio per il senso di continuità e non occasionalità che si è inteso dargli. Spero in ulteriori passi che potrebbero portarci a coinvolgere anche altre piccole piazze del centro storico, perché è forse arrivato anche il momento di aggiungere al festival una parte per così dire di nicchia e magari più destinata ai superappassionati con incontri, piccoli concerti, workshop». Piccoli passi verso lantico sogno che resta Umbria Jazz, insomma, in una città che ama il jazz come ha dimostrato anche laltra iniziativa Bari jazz e, naturalmente, Notti di stelle sul sagrato della basilica di San Nicola con Eumir Deodato, Goran Bregovic e il Brad Mehldau Trio. Per questanno, intanto, praticamente un appuntamento a sera, agosto compreso, in città e nelle periferie, naturalmente alterni per tipologia. Ci sono state piccole rassegne in crescita come Menu Kebab (per la verità è anche scomparsa, la balcanica Oglinda de Mar) e i grandi concerti di Pino Daniele, Ligabue, Max Gazzè, BluVertigo, prossimamente il 23 settembre Gino Paoli, il 26 e 27 settembre doppio Vasco Rossi, e un viaggetto dalle parti della grande storia del cinema con Ennio Morricone, allArena della Vittoria. Incontri, mostre e un Premio letterario (con superospite Tahar Ben Jelloun) che da patinato evento a porte chiuse che era si è trasformato in festa cittadina preferendo come location parco 2 Giugno a Villa Romanazzi Carducci. Tanti eventi, anche troppi per il presidente della IX Circoscrizione San Nicola-Murat Mario Ferorelli che invoca una maggiore concertazione in fase di elaborazione di calendario «per non dover assistere a un concerto di musica classica in Vallisa con i boati dellRtl tour in sottofondo». Barivecchia, del resto, è stata un po il cuore delle iniziative comunali che si sono anche incrociate con quelle di circoscrizione dal gusto assai nazionalpopolare come il festival del karaoke o la sfilata Medit Summer fashion. E sempre nel cuore della città vecchia, in queste estati, sono stati resi culturalmente fruibili due spazi importanti come il Fortino e la Sala Murat. Quasi archiviata lestate, il prossimo appuntamento potrebbe essere con la notte bianca cittadina il 25 ottobre e, per linverno, si ritroveranno rassegne caratterizzanti, da Time Zones a Voci dellanima.
PUGLIA - "Cento grandi eventi, per Bari una rivoluzione"
Laddove nel 2003 si erano presentati solo 50 eventi, nel 2023 si sono presentati oltre 300.000 euro investiti in 10 festival e oltre 100 appuntamenti. Questo è stato possibile grazie alla formazione di organizzatori culturali e alla creazione di prospettive e gusti diversi. I festival di musica, jazz e arte sono stati molto popolari, con eventi come il festival di Bari in Jazz, il festival di Bari in Estate e la notte bianca cittadina. Inoltre, sono stati organizzati eventi come il Premio letterario, le mostre e le rassegne di musica classica. La città di Bari ha dimostrato di essere una città europea, con un'apertura alla cultura e alla musica di diversi generi.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo