La delibera definitiva in Consiglio vale cinquecento milioni. E il primo cittadino riparla del suo futuro Case e tesori, il Comune vende Primo lotto di 771 alloggi. I circoli Tennis e Posillipo nella lista. Il sindaco: non mi ricandido. Il Comune vende le case e anche i gioielli di famiglia, la delibera è approdata ieri in Consiglio comunale anche se la discussione non è nemmeno cominciata. Una seduta conclusa in tarda serata con la Iervolino ancora protagonista. In programma, infatti, c'era ancora la verifica programmatica e nella sua replica il primo cittadino è stato chiaro: «Io volo su un altro pianeta, dovrò rispondere ai cittadini di quanto affermato, ma questo non significa che mi ricandido, anzi». Come già anticipato a ottobre del 2002, la Iervolino non sembra intenzionata a riproporsi a guida della coalizione per una riconferma a Palazzo San Giacomo. Tant'è, ieri a tenere banco è stata la vendita del patrimonio immobiliare. Sul mercato 2351 unità immobiliari che sul mercato valgono 500 milioni di euro. Il primo lotto sarà in vendita già in estate e l'amministrazione conta di incassare oltre 100 milioni di euro. In vendita anche il Tennis Club e il circolo nautico del Posillipo: «Noi siamo pronti a comprare - spiega il presidente Umberto Ritondale - poniamo un solo paletto: che la destinazione d'uso sia sempre e solamente sportiva. La giunta, devo dire, ci è stata molto vicina in questa operazione». Il Comune vende le case, ma anche alcuni gioielli di famiglia. La delibera è approdata in Consiglio comunale ieri, anche se la discussione non è nemmeno iniziata per mancanza di tempo. La prossima settimana, invece, si farà sul serio: il documento verrà esaminato e votato in Sala dei Baroni, visto che riguarda diverse migliaia di famiglie. Cifre importanti quelle in ballo, il patrimonio che Palazzo San Giacomo intende mettere sul mercato si compone di 2351 unità immobiliari distribuite in 359 fabbricati per un valore pari a 500 milioni di euro. A questi immobili, si tratta di case ma anche di negozi, vanno aggiunti i cosiddetti gioielli di famiglia, fra cui il Circolo Nautico di Posillipo, il Tennis Club in Villa Comunale, la Casina del Boschetto, l'albergo a tre stelle Real Orto Botanico, Villa Cava a Posillipo e molto altro ancora. Dovesse riuscire a vendere anche questi beni, il salto di qualità delle casse dell'amministrazione sarebbe davvero notevole. «Noi siamo pronti a comprare - spiega il presidente del circolo Posillipo Umberto Ritondale e devo dire che la giunta ci è stata molto vicina. L'unico paletto che poniamo è che la destinazione d'uso dovrà essere sempre e solo sportiva». Il minimo che possa pretendere il presidente di un circolo che fornisce dieci atleti l'anno di livello olimpionico alle nazionali in varie discipline. Mentre Raffaele Vanoli, presidente del Tennis Club è più dubbioso: «Siamo aperti a tutte le soluzioni, prima però voglio parlare con gli assessori». Di dismissione di una parte del patrimonio, come anticipò «Il Mattino», si cominciò a parlare il 14 agosto del 2002, quando l'assessore al Bilancio Enrico Cardillo, alle prese con finanze sempre più magre, lanciò l'idea. Da allora sono state definite le modalità di vendita, cosa vendere e anche il valore dell'operazione. Un documento di oltre 400 pagine che porta la firma, invece, dell'assessore al Patrimonio Fernando Balzamo il quale per un anno e mezzo ha lavorato di concerto con la Romeo e con lo stesso Cardillo per mettere a punto la delibera anche dal punto di vista finanziario. Prevista anche l'istituzione di un sito internet dove saranno indicate le case in vendita e i prezzi. La vendita procederà per lotti, ne sono stati individuati cinque, e le case si trovano su tutto il territorio cittadino: da Chiaia, a Barra, a Ponticelli, a Posillipo e soprattutto nel centro storico, nei quartieri Stella, Montecalvario e San Lorenzo. Ad andare sul mercato per primo, nella prossima estate, sarà il lotto 1 che si compone di 771 unità immobiliari per un valore di 101 milioni di euro. Il criterio con cui è stato definito è semplice: si tratta degli alloggi migliori, i più appetibili. Gli inquilini che li occupano dovranno avere, per comprare, un regolare contratto, essere in regola con la legge. Sulle eventuali morosità è previsto un forte sconto. A loro toccherà anche un diritto di prelazione e uno sconto del 30 per cento sul valore di mercato della casa. «La salvaguardia del diritto a un'abitazione è il punto di partenza - spiega l'assessore Balzamo - Chi non sarà in grado di acquistare non verrà sfrattato. Alle famiglie con un reddito inferiore a 20mila euro l'anno, e che non potranno comprare, verrà assegnato un altro alloggio comunale. Se questo non sarà possibile ritireremo dal mercato la casa in questione. Chi invece ha un reddito superiore e non ha la volontà di acquistare avrà rinnovato il contratto di fitto per otto anni, ma la casa verrà messa all'asta». Per gli acquirenti, oltre al diritto di prelazione, sono previste formule di pagamento e mutui del tutto particolari, delle vere corsie preferenziali. Palazzo San Giacomo a tal riguardo ha già un discorso aperto con diversi istituti di credito. Ora la parola passa al Consiglio comunale anche se, dal Sunia, il sindacato degli inquilini, arriva un sì condizionato e la richiesta di modifiche: «Per ora è un ni. Certo, l'idea di dare un bene ai napoletani è bella. Però vanno corrette alcune cose. La prima, che fine faranno coloro che non possono acquistare le case? Altri alloggi comunali dove piazzarli non ce ne sono. La seconda, è che bisogna avere la certezza che i soldi verranno reinvestiti per la politica della casa e per i servizi sociali. La terza, lo sconto del 30 per cento non basta. C'è una legge regionale in base alla quale in caso di acquisto collettivo, vale a dire se nello stesso stabile oltre la metà delle case viene venduta allo stesso compratore c'è un ulteriore sconto del 15 per cento. Lo fa la Regione, lo fa il governo, non capiamo perché non possa mettere in pratica questa legge anche il Comune».