«L'unico vero gioiello che abbiamo è il nostro straordinario patrimonio artistico e naturalistico che distruggiamo con la scusa di creare occupazione, ma la promessa del lavoro non deve essere un imbroglio che si fa alla gente. La vocazione di questa terra è il turismo, la vera ricchezza è riqualificare e valorizzare i beni culturali. E' questo il tentativo del Fai». E' un fiume in piena, Giulia Maria Mozzoni Crespi, presidente e fondatrice del Fondo per l'ambiente italiano che da più di 30 anni combatte per salvare il bello di questo Paese, ostinandosi a farci aprire gli occhi per riconoscerlo e ammirarlo. L'occasione stavolta è il gala internazionale di danza sabato prossimo nella Valle dei Templi di Agrigento con protagonista la star più adorata e applaudita del momento, Roberto Bolle, promosso da Fai, assessorato Beni culturali, ambientali e pubblica istruzione della Regione siciliana, Parco Valle dei Templi di Agrigento, e sponsorizzato dalla Fondazione Banco di Sicilia. «Sono innamorata della zona archeologica di Agrigento, una delle più straordinarie del mondo - spiega la signora Crespi -, Vogliamo portare i Templi all'attenzione dell'Italia e dell'Europa. Per questo abbiamo coinvolto un nome prestigioso come quello di Bolle». Davanti al Tempio della Concordia, ci saranno con Bolle alcuni tra i ballerini più talentuosi delle migliori compagnie internazionali (biglietti a partire da 30 euro, informazioni al numero 800.166.250, www.helloticket.it) e grazie al Comune di Agrigento l'evento potrà essere seguito gratuitamente su un maxischermo in piazza della Stazione. Inoltre, dietro richiesta del Fai, la Regione ha donato mille mandorli per abbellire il Parco, che saranno curati e coltivati dall'imprenditore Veneto Zonin, produttore di vino nell'Isola. In Sicilia, e ad Agrigento, Giulia Maria Mozzoni Crespi è venuta tante volte. «E ho scoperto tanti luoghi incantevoli a meno di mezz'ora dalla città -prosegue la Crespi - Oggi si viaggia molto, ma per vedere cosa ? Qui ci sono testimonianze uniche al mondo che però non sappiamo promuovere. Tutti si lamentano del turismo "mordi e fuggi": un luogo magico penalizzato dal degrado e dall'assenza di una strategia. Mancano le strutture, non c'è un ostello della gioventù, si vedono negozi di lusso sotto palazzi fatiscenti. Il Parco è attraversato da uno stradone traffìcatissimo che porta al mare: auto, bus, smog tra monumenti di questo valore. È inutile, poi, lamentarsi se i turisti non vengono o restano poco. Bisogna avere più coraggio». La salvezza è credere fino infondo nel turismo: «Bisogna riqualificare la città e la Valle, ci vorrebbero un centro d'accoglienza, stand di artigianato locale e di cucina siciliana, bus elettrici e carrozze, circuiti per far scoprire le vulcanelle di Aragona, Torre Salsa, Scala dei turchi, Eraclea minoa». Meglio affidarsi ai privati? «Assurdo, l'imprenditore che investe dei soldi vuole un tornaconto, un bene pubblico di valore mondiale deve dipendere dallo Stato, l'indotto viene dopo». L'Italia, intanto, perde turisti. «Occupiamo il 7 posto delle classifiche ed è una vergogna. Non sappiamo curare epromoziona-re quello che abbiamo. Ma questo è ancora il più bel Paese del mondo».