Niente parcheggio sotto il Pincio. Colpo di scena ieri sera do -pò un vertice notturno in Campidoglio. Alemanno boccia l'idea di Veltroni e decide che i posti auto si faranno al Galoppatoio di Villa Borghese. Rimane il danno erariale: infatti il Comune rischia, con questo dietrofront, una penale di dieci milioni di euro. «Non è vero che il parere giunto dal ministero ai Beni Culturali è positivo. È molto critico sulla realizzazione del parcheggio del Pincio anche se essendo un parere non è vincolante», sono state le parole del sindaco alla fine del vertice che ha visto il no definitivo al parcheggio del Pincio. Il sindaco ha spiegato che «il 33 dell'area dove dovrebbe sorgere il parcheggio è vincolato archeologicamente e quindi c'è la necessità di una modifica del progetto». Il primo cittadino infine ha anche accennato ad un colloquio con il ministro Sandro Bondi che «condivide totalmente la nostra linea. Domani, (oggi, ndr)», ha concluso lasciando il Campidoglio, «lavoreremo alla memoria di giunta che presenteremo giovedì». Per gli esperti del ministero dei Beni culturali, nella relazione sottoposta ieri sera al sindaco Gianni Alemanno e ad alcuni assessori (in un vertice carico di tensione), sottolineavano che «occorre tener presente i ritrovamenti archeologici nella zona e i vincoli paesaggistici posti da altre amministrazioni sul complesso monumentale del Pin -ciò». Ma va tenuto conto che il parere dei comitati tecnico scientifici per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici, perla qualità architettonica e urbana e per l'arte contemporanea (che hanno lavorato, in pratica in " seduta plenaria" per due giorni, come del resto aveva richiesto formalmente il ministro Sandro Bondi), aveva espresso solo un parere consultivo. Ovvero, non vincolante. «Il parere è stato già emesso, è passatala linea di ragionevolezza», dichiarava infatti in serata il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Giro, da sempre favorevole al progetto del Pincio, «in rapida sintesi, nessun vincolo aggiuntivo è stato apposto sui luoghi perché i vincoli già c'erano, quello architettonico sulle rampe, quello paesaggistico sui giardini, e quello archeologico apponibile sulle preesistenze archeologiche e solo su di esse». Ma è stato smentito dal primo cittadino. Prima della definitiva bocciatura del Campidoglio era anche arrivata la soddisfazione - "cauta" - sulla relazione degli esperti di Italia Nostra, in prima linea fin dall'inizio contro il garage. «La relazione degli esperti ministeriali», ragiona Antonio Tamburrino, esponente dell'organizzazione ma soprattutto docente di Economia dei trasporti, «fa riferimento a vincoli paesaggistici regionali ma anche, attenzione, a quelli compresi nel nuovo Piano regolatore (varato tra le polemiche dalla giunta Veltroni, ndr) che aveva recepito elementi dal Prg precedente». E allora, professor Tamburrino? «Guardi. Il parcheggio, mal che vada sarà spostato anche di pochi metri. E questo vuoi dire ricominciare da capo con un nuovo progetto. Che dovrà confrontarsi con gli altri, compreso quello dell'ampliamento del parking del Galoppatoio». Il sindaco Alemanno aveva già esplicitamente dichiarato la sua contrarietà alla realizzazione del garage al Pincio, così come era progettato, in una articolata lettera pubblicata da un quotidiano sabato scorso.
ROMA Requiem per il parcheggio del Pincio
Ieri sera è stato un vertice carico di tensione al Campidoglio, in cui il sindaco Gianni Alemanno ha bocciato definitivamente l'idea di realizzare un parcheggio al Pincio. Il progetto, che era stato avanzato da Romano Prodi, era previsto per essere realizzato in un'area di 33.000 metri quadrati. Tuttavia, il sindaco ha deciso di spostare il parcheggio al Galoppatoio di Villa Borghese, dove ci sono già posti auto. Questa scelta ha comportato una penale di dieci milioni di euro per il Comune. Il parere del ministero dei Beni culturali era stato positivo, ma il sindaco ha deciso di non seguire le raccomandazioni.
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