Né sì, né no. Il tanto atteso parere dei comitati tecnico scientifici per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici, convocati dal ministro dei beni Culturali Sandro Bondi, non ha risolto la querel-le sul parcheggio multipiano del Pincio. Gli esperti non hanno bocciato il progetto ma nemmeno lo hanno promosso. Hanno solo confermato i vincoli e le prescrizioni relative ai recenti rinvenimenti archeologici. Così la "palla" torna a Gianni Alemanno che dovrà decidere cosa fare. E il sindaco di Roma già ieri sera, in una riunione fiume con i suoi tecnici, ha messo allo studio un'ipotesi che concilia il rispetto dei luoghi con ie esigenze di una città moderna: realizzarci! megagarage sotto il Galoppatoio di Villa Borghese, ovvero ampliare quello esistente con più posti di quelli che erano previsti al Pincio e, per agevolare la fruizione, due ingressi pedonali che lo collegano sia a piazza di Spagna che a piazza del Popolo. Un'ipotesi che Alemanno con ogni probabilità presenterà domani alla sua Giunta che, se i primi studi saranno positivi, potrebbe anche subito approvare una memoria. «Ho parlato con il ministro Bondi - ha dichiarato in serata il sindaco - condivide totalmente la nostra linea». Insomma Alemanno ha intenzione di risolvere una volta per tutte la questione del Pincio. Ma non con una politica del "no", come qualcuno lo ha accusato. Ma con una soluzione alternativa che permetta alla Capitale di rimanere al passo con le altre grandi capitali europee. II sindaco vuole modernizzare e potenziare le infrastnitture di Roma trovando un compromesso con il rispetto del patrimonio archeologico. E lo vuole fare subito. Così ieri sera ha subito convocato una riunione con i suoi più stretti collaboratori: l'assessore ala] Mobilità Sergio Marchi, quello all'Urbanistica Marco Corsini, e quello alla Cultura Umberto Croppi, il sovrintendente comunale Umberto Broccoli e il capo di gabinetto del Ministero dei Beni Culturali Salvatore Nastasi. La parola d'ordine è spegnere le polemiche e accendere i motori delle ruspe per avviare il prima possibile i lavori per un maxiparking. Non al Pincio il cui progetto è tutto da rivedere per via dei ritrovamenti archeologici che interessano il 30 dell'area di superficie: «Non è assolutamente vero che il parere giunto dal ministero è positivo - ha detto Alemanno - È molto critico sul!' opera, anche se essendo un parere non è vincolante». L'area scelta, quindi, è ancora quella del Galoppatoio di Villa Borghese. Potenziare quel multipiano integrando il progetto di ampliamento già esistente e soprattutto renderlo più fruibile. Quindi oltre all'accesso da piazza di Spagna si studia ripostesi di un secondo tunnel (o di una diramazione di quello di piazza di Spagna) che raggiunga piazza del Popolo. D'altronde il vertice convocato ieri pomeriggio dal ministro dei Beni Culturali Biondi, di fatto, ha dato carta bianca al Campidoglio. La riunione, iniziata alle 17, è durata quasi due ore. E i 17 partecipanti (quattro componenti per ognuno dei tre comitati scientifici, tre direttori generali competenti e due soprintendenti) non hanno fatto altro che confermare il lavoro della soprintendenze e la relazione del 6 agosto. Conferme che tra l'altro aprono anche una spiraglio nella delicata questione della penale da pagare all'azienda che si è aggiudicata l'appalto per la realizzazione del parcheggio del Pincio. Il parere dei comitati, infatti, conferma a pieno il ritrovamento di resti archeologici che potrebbero quindi permettere al Campidoglio di rescendiere invia bonaria il contratto trovando un accordo con l'impresa. «E' stato espresso totale e assoluto apprezzamento per tutto il lavoro svolto dalle soprintendenze e dal direttore regionale che non dovevano fare nulla di meno e nulla di più - ha commentato il sottosegretario ai beni Culturali, Francesco Giro - e chi pretendeva da loro passi indietro o passi in avanti è stato deluso perché erano richieste improprie; sono state ribadite tutte le prescrizioni, tutte e nessuna esclusa, di natura architettonica, archeologica e monumentale e paesaggistica, già note, fissate e ben illustrate in tutte le relazioni tecniche scientifiche prodotte dal soprintendente Bottini e dal direttore Marchetti. La linea aggressiva di Italia Nostra che ha rivolto al soprintendente Bottini e al direttore Marchetti accuse infondate è stata sconfessata su tutta la linea. Ora spetta al Comune di Roma, committente dell'opera, decidere se fare o meno il parcheggio».