Assegnato un incarico a un esperto per l'allestimento della collezione civica. Ma sullo stesso argomento esisteva già una relazione GENOVA. L'ondata di austerità che minaccia di travolgere le amministrazioni locali - giù le spese, ridurre gli organici, tagliare le consulenze - sembra essersi dimenticata del Comune di Alessandria. Dove le consulenze non si tagliano, ma raddoppiano. Al punto che il Comune assegna con disinvoltura e super compenso un lavoro già assegnato e portato a termine l'anno prima. Natale 2007. Alla vigilia delle festività compare nelle bacheche comunali un avviso pubblico della "Città di Alessandria. Direzione Cultura e Turismo" con cui "Questo Ente, nella prospettiva della futura realizzazione del Museo Civico, rende noto che intende conferire un incarico professionale di studio ad un museologo di comprovata competenza... che, a seguito di attente valu-tazioni, pervenga alla stesura di una relazione scritta". L'incarico "sarà conferito mediante procedura comparativa dei curricula presentati dagli aspiranti". Il compenso: "40.000,00 euro". Passano pochi mesi e la commissione giudicatrice del concorso, effettuate "le operazioni di valutazione per la procedura comparativa in oggetto", si riunisce nelT'anno duemilaotto, addì 15 del mese di gennaio" individuando "il curriculum presentato dal Prof. Alberto Cottino come quello più idoneo". La storia finirebbe qui, se non fosse per qualche dettaglio. La relazione sulla "futura realizzazione del Museo Civico" c'era già. L'aveva scritta un anno prima un docente universitario, su incarico dell'allora giunta comunale di centro-sinistra e in cambio di un compenso meno roboante: 1.500 euro (lordi). La relazione era stata poi approvata dalla giunta di allora, che si era impegnata a metterla in pratica, a trasformare cioè l'ex ospedale militare e l'ex chiesa di San Francesco in sedi per il museo. Ma la nuova giunta di centrodestra, eletta nel maggio 2007, l'ha messa in un cassetto. Preferendo rifare tutto da capo. Il "Prof. Alberto Cottino", lo specialista chiamato a ridisegnare, per la seconda volta, l'assetto del futuro Museo Civico di Alessandria, è un uomo fortunato. L'incarico da 40.000 euro è un bel traguardo per un semplice docente a contratto (cioè a mille euro l'anno, se va bene) che non ha mai diretto un museo di Stato. Ha diretto, questo sì, per nove anni, una collezione privata di arti decorative, il museo della Fondazione Accorsi di Torino, certamente con ottimi risultati. Sta di fatto però che da quel posto è stato licenziato nel 2006 "perché non era un buon direttore", sostiene Giulio Ometto, il presidente della Fondazione Accorsi. «Mi sono iscritto al concorso di Alessandria dopo averne letto ravviso su Internet - spiega Cottino - e non sapevo che sul museo fosse già stata scritta una relazione. Poi quella relazione l'ho letta e devo dire che non mi è piaciuta. La mia sarà molto più articolata». Bene, ma 40.000 euro non le sembrano troppi? «Beh, bisogna tener presente che non devo soltanto scrivere una relazione, ma dovrò andare ad Alessandria diverse volte, partecipare alle riunioni, alle conferenze stampa. C'è da ripensare l'intero percorso museale». Secondo la commissione alessandrina che l'ha scelto, Cottino è l'uomo giusto per "ripensare l'intero percorso museale", avendo già diretto un museo, l'Accorsi, "di rilevanza nazionale". Nel suo curriculum vitae Cottino si autodefinisce "uno dei massimi esperti al mondo di natura morta italiana". Nel Museo Civico di Alessandria non c'è quasi traccia di natura morta, ma non importa. Al concorso che ha attribuito l'incarico al "Prof. Alberto Cottino" ha partecipato, quale concorrente, anche Fulvio Cervini, quarantatreenne professore di storia dell'arte medievale all'Università di Firenze, ex funzionario alla Soprintendenza per il patrimonio storico e artistico del Piemonte, dove è stato fra l'altro responsabile per la provincia di Alessandria. ed ex direttore dell Armeria reale di Torino, considerata una delle sei raccolte di armi e armature antiche più importanti del mondo. Cervini è anche l'autore della precedente relazione, quella da 1.500 euro lordi, sul Museo Civico. Ma la commissione giudicatrice, pur apprezzando T'ottima esperienza", la "rilevante attività di docenza", e la "notevole quantità di studi" del "dott. (sic) Fulvio Cervini", gli ha preferito l"'ot-tima preparazione" e le "notevoli esperienze" del "Prof. Alberto Cottino". Come abbiano fatto i commissari valutatori a valutare scientificamente i profili dei candidati, individuando quale più idoneo quello del Prof. Cottino, è un altro enigma. Il buon senso suggerisce che per scegliere "un museologo di comprovata esperienza e competenza mediante procedura comparativa" ci vorrebbe la presenza in commissione di almeno un direttore di museo, un funzionario del Ministero per i beni e le attività culturali o un docente universitario del settore. Lo dice anche la legge: la commissione giudicatrice deve essere composta "esclusivamente con esperti di provata competenza nelle materie di concorso". Alessandria ha preferito fare da sé. Per dare un nuovo assetto al Museo Civico, chiuso dagli anni '80 per mancanza di spazi, non si è accontentata della relazione di un docente universitario, ex sovrintendente ai beni artistici di Alessandria ed ex direttore di museo. Ha preferito indire un concorso pubblico, con una commissione valutatrice presieduta dal "Dr. Romeo Dal Checco, Direttore della Direzione Cultura e Turismo" del Comune. Che prima di dirigere la direzione cultura, incarico che ricopre da un anno, era alla segreteria generale, dove si occupava di anagrafe e statistica. Quanto alle altre due componenti della commissione, nessuna ha mai avuto a che fare con la conservazione dei beni artistici. Raggiunto al telefono, Dal Checco si schermisce: «Preferirei non parlare di questo argomento, e comunque non sono tenuto a parlarne».