Sulla vicenda Tuvixeddu, sarebbe giusto che la Regione riconoscesse che le scelte di azione e di metodo furono sbagliate. Se quello che il governatore Soru tenta di fare oggi l'avesse fatto nel febbraio del 2006, come peraltro in tanti gli consigliarono pubblicamente, la vicenda sarebbe stata risolta. All'epoca erano già stati bloccati i lavori e sarebbe stato sufficiente cercare un "accordo bonario", offrendo equi indennizzi per porzioni della proprietà privata. Sarebbe stato sufficiente dialogare con umiltà e anche, se del caso, con basso profilo. Si sarebbe raggiunto un miglior risultato e il contenimento dei danni sarebbe stato garantito. Nessuno ha mai disconosciuto l'importanza del sito di Tuvixeddu e degli accessi al parco, allora come oggi. Purtroppo il presidente sardo ha preferito, anziché seguire la via del "buon senso", andare in battaglia per l'onore e la gloria sua e della parte politica che rappresenta. Oggi avremmo già avuto il parco archeologico di 23 ettari, all'interno del quale sono comprese tutte le tombe che residuano. Il parco avrebbe un monumentale accesso dalla via Sant'Avendrace e avrebbe anche incluso, integrandolo, il costone delle tombe di epoca romana. Così era programmato e in quest'ottica già esistevano le disponibilità finanziarie necessarie. Questo purtroppo è quel che resta, dopo secoli di povertà e trascuratezza nella tutela del più vasto e ricco compendio archeologico non solo della Sardegna, ma tra i più grandi del Mediterraneo. Le guerre di religione non hanno mai portato miglioramenti in alcun campo. Questo modo di agire, le scelte fatte e le loro conseguenze, sono sotto gli occhi di tutti e non hanno giovato alla città. È evidente, purtroppo, dalla lettura dello svolgimento dei fatti, che ciò non è stato da Soru considerato di primaria importanza. Più importante è stata la campagna pubblicitaria che con grande maestria e determinazione è stata attuata dagli organi di stampa amici e in parte controllati. Più importante è stata la possibilità di sostituire l'altrui progetto con uno nuovo riferibile alla sua persona, ma risibile sul piano della tutela paesaggistica e archeologica. Ci troveremo a dover pagare un conto ulteriore a cui sommeremo anche la mancata fruizione del parco?
SARDEGNA - Su Tuvixeddu l'ombra delle guerre di religione
Il governatore sardo Soru è stato criticato per le scelte di azione e di metodo nella vicenda Tuvixeddu. Se avesse seguito le raccomandazioni degli esperti nel 2006, la vicenda sarebbe stata risolta. Il sito di Tuvixeddu è importante per la Sardegna e il Mediterraneo, ma il presidente sardo ha preferito andare in battaglia per l'onore e la gloria. Oggi il parco archeologico di 23 ettari non esiste, e il costone delle tombe di epoca romana è stato trascurato. Le scelte di Soru non sono state considerate di primaria importanza, ma la campagna pubblicitaria e la sostituzione del progetto con uno nuovo sono state più importanti.
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