La riunione dei comitati tecnico-scientifici del ministero dei Beni culturali ha confermato i vincoli già esistenti: archeologico, architettonico sulle rampe, paesaggistico sui giardini COMMITTENTE ora spetta al Campidoglio decidere se fare o non fare il parcheggio. Il sottosegretario Giro (FI): chi si aspettava passi avanti o passi indietro è rimasto deluso Alla fine i soprintendenti la ciambella ad Alemanno non l'hanno gettata. E sì che l'"aiutino" per pronunciarsi sul parcheggio del Pincio e fermare il progetto senza incorrere le penali il sindaco di Roma l'aveva chiesto a mezzo stampa. Ci vorrebbe «una riconsiderazione da parte delle sovrintendenze dei pareri vincolanti espressi da un punto di vista archeologico, ambientale e monumentale»,aveva invocato proprio in coda all'intervento con cui appena pochi giorni fa dopo tante incertezze sembrava aver trovato il coraggio di dire «Perché non voglio quel parcheggio al Pincio». A rincuorarlo, allora, era l'appoggio del ministro Bondi e la sua decisione di convocare immediatamente i Comitati tecnico-scientifici del ministero per riconsiderare vincoli e valutazioni. Errore.«Non si possono usare i tecnici come marionette o come lacché », aveva avvertito l'archeologo Andrea Carandini alla vigilia del vertice ministeriale, interpretando evidentemente gli umori dei tecnici convocati ieri al ministero per riconsiderare i pareri già espressi tanto dalla sovrintendenza archeologica che da quella monumentale. Risultato: pur avendo saputo dalla stampa che il cuore del ministro batte per il «no», gli esperti dei Comitati tecnici-scientifici riuniti hanno ribadito il «sì fortemente condizionato dai ritrovamenti fatti e dai vincoli esistenti» già espresso dai soprintendenti. Niente vincoli nuovi, nessuna interpretazione più restrittiva della tutela. Il primo a dirsi soddisfatto ovviamente è proprio il soprintendente Bottini. Gli esperti del ministero confermano il parere da lui espresso il 4 agosto scorso alla luce dei ritrovamenti archeologici: i resti rinvenuti vincolano il 33 per cento dell'area inizialmente individuata per il parcheggio, quindi ne «limitano»ma non ne escludono, fatte le opportune modifiche, la realizzazione.