«La coerenza è una dote sempre più rara tra i nostri politici e il ministro Bondi ne è la prova». Il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone, attacca il ministro dei Beni culturali e denuncia la decisione di Ales spa (la società partecipata tra lo stesso ministero e Italia Lavoro), di mettere in mobilità tutti i suoi 430 dipendenti che operano in Campania e nel Lazio. «Bondi, che tanto si sta agitando e arrovellando il cervello con il dilemma Pincio sì-Pincio no - afferma Scardaone - con decisione draconiana ha, di fatto, decretato la chiusura di un'azienda deputata proprio alla tutela dei beni culturali ed ambientali per il Lazio e la Campania. Poco interessa al ministro che,a seguito della sua decisione, si dovranno chiudere siti archeologici quali Pompei e Ostia antica, poli museali quali la Reggia di Caserta e la biblioteca di Palazzo Venezia». L'allarme, lanciato dal sindacato, trova la pronta risposta degli assessori alla Cultura della Provincia di Roma e della Regione Lazio, Cecilia D'Elia e Giulia Rodano che dopo aver espresso «grande preoccupazione e sconcerto per la gestione dei beni culturali» si sono messi subito al lavoro «per scongiurare questa eventualità, e se ciò non fosse possibile assumere delle iniziative per la tutela dei lavoratori».
Servizi per la cultura in mobilità 430 dipendenti di Ales
Il ministro dei Beni culturali, Bondi, ha deciso di mettere in mobilità tutti i 430 dipendenti di Ales spa, una società partecipata tra il ministero e Italia Lavoro, che operano in Campania e nel Lazio. Il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone, ha denunciato questa decisione come una "drastica" e "draconiana" misura che porterà alla chiusura di siti archeologici come Pompei e Ostia antica, poli museali come la Reggia di Caserta e la biblioteca di Palazzo Venezia.
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