Arte in Memoria vivrà. E porterà ancora nel 2009 grandi artisti contemporanei a ricordare la Shoah nellantica Sinagoga di Ostia. «Ma senza più il patrocinio e sponsorizzazione del Comune. Non avrebbe senso dopo quello che ha detto il sindaco Alemanno a Gerusalemme». Adachiara Zevi, ideatrice e curatrice della rassegna darte internazionale giunta alla quinta edizione, preferisce fare a meno del Campidoglio. «Non intendo accettare alcun patrocinio e sostegno da parte di unamministrazione che, negando la storia, non mi garantisce che si sta adoperando a che eventi nefasti non si debbano mai più ripetere». La storica dellarte, figlia dellarchitetto Bruno Zevi, non parla in quanto ebrea. «No, ma come cittadina e donna di cultura. E mi indigna il tentativo revisionista di scaricare solo sul nazismo lOlocausto. Le leggi razziali e la persecuzione degli ebrei in Italia sono invece lanima e la conclusione del pensiero fascista. E come posso accettare laiuto a una mostra sulla Memoria da un sindaco che la nega?». Nata nel 2002, la rassegna ha visto partecipare artisti come Jan Dibbets, Massimo Bartolini, Anselmo. E sono rimaste in loco, negli spazi della Soprintendenza di Ostia, le sculture di Sol Lewitt, Cabrita Reis, Gal Weinstein. La prossima esposizione, che si aprirà ilo 27 gennaio, si terrà con il patrocinio e il contributo di Provincia e Regione.