Oggi pomeriggio al Collegio romano, riunione dei comitati tecnico-scientifici per i beni archeologici, architettonici e paesaggistici. A convocarli il ministro Sandro Bondi. Argomento di discussione: il parcheggio del Pincio. Per dire no al parcheggio e non pagare una multa i politici tirano in ballo i tecnici. È un'interferenza del tutto inaccettabile L'appuntamento è per il pomeriggio. Argomento di discussione: il futuro del parcheggio del Pincio. Il vertice ai massimi livelli dei Comitati tecnico-scientìfici per i beni archeologici, per i beni architettonici e paesaggistici, per la qualità architettonica e urbana e per l'arte contemporanea, convocato dal ministro Sandro Bondi, si riunisce oggi al Collegio romano. Sarà presieduto da Salvatore Settìs, in qualità di presidente del Consiglio superiore del ministero dei Beni culturali: vi parteciperanno il sovrintendente archeologico Angelo Bottini e il direttore generale per l'archeologia Stefano De Caro; il direttore regionale per il Lazio Luciano Marchettì; Francesco Prosperettì, il direttore generale per il paesaggio, l'arte e l'architettura contemporanea, e Roberto Cecchi, direttore generale per i beni architettonici. E tra gli altri il titolare di restauro Gianni Carbonara e Ruggero Martines, il direttore generale per la Puglia. Salvatore Settìs, primo firmatario del più antico appello contro il parcheggio, ha ripetuto in una intervista al «Giornale dell'arte» che «per quel che riguarda il Pincio, la mia opinione è che sia un errore: gli errori li fanno tutti e si possono correggere». E «appare ormai evidente a tutti che sull'affaire Pincio il ministro Sandro Bondi abbia già maturato la decisione di dire "no", aiutato anche dalla posizione espressa dal sindaco Gianni Alemanno - afferma il segretario generale della Uil Beni e attività culturali Gianfranco Cerasoli - Personalmente mi riconosco in questa posizione, ma vorrei che i comitati tecnico scientifici si possano esprimere mantenendo quella autonomia e distanza che rafforzano il ruolo di organismi che devono essere terzi alla politica». È sicuro anche il presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana: il parcheggio del Pincio non si farà. E profetizza: «L'incubo della profanazione si è dissolto. n supergarage del Pincio non si farà più. Manca solo di completare un iter burocratico che dia la più idonea forma giuridica alla espressa volontà politica». E mentre perfino il quotidiano francese «Le Monde» ha ieri titolato in terza pagina «E parcheggio del Pincio divide Roma», criticando il sindaco di Roma: «Retromanno, fra gaffes e provocazione», le indiscrezioni dicono che oggi dal vertice (il parere è tecnico e non consultivo) la posizione dei sovrintendenti sarà molto guardinga e difficilmente verranno apposti nuovi vincoli. Forse si invocherà un supplemento di indagini archeologiche.