Un contattocon lo scenografo durante il Festival del cinemaa Venezia C'è la disponibilità per l'allestimento di opere e mostre espressa a Ciaffi e Bianchini Una coppia anomala, per un certo verso, quella formata da Adriano Ciaffi e da Massimiliano Bianchini. Diverse l'origine e la prospettiva, comune il modo di vivere e di sentire la città in relazione alla cultura, alla globalizzazione, alla comunicazione. E così se il presidente del comitato nazionale per le celebrazioni ricciane Adriano Ciaffi e l'assessore comunale alla cultura Massimiliano Bianchini si inseriscono in un percorso ben frequentato (in primis il vescovo Claudio Giuliodori) c'è la concreta speranza che per le celebrazioni ricciane si superi il rito fine a se stesso. Bianchini lo aveva già detto prima della stagione lirica e della riscoperta da parte dei maceratesi del loro concittadino Dante Ferretti. "Con Ciaffi abbiamo contattato Ferretti. Sì, ci sono in discussione delle collaborazioni per il centenario di padre Matteo Ricci. Non si parla solo di lirica e il maestro Ferretti si è detto disponibile a discutere il piano. Mi piace molto l'idea di affidare il più grande maceratese del passato al maceratese contemporaneo più conosciuto nel mondo". Sempre prima dell'avvio della stagione lirica Bianchini aveva detto un'altra cosa importante sulla prospettiva. "Un progetto per la città che sia inclusivo anche delle risorse di quei privati - penso a Fondazione Carima e a Banca Marche - che sono consapevoli del fatto che lo Sferisterio è un monumento". Sceso il sipario sullo Sferisterio Opera Festival Bianchini e Ciaffi non sono andati nei camerini per cambiarsi ma sono rimasti in scena e sono al lavoro appunto per le celebrazioni ricciane. Un progetto al quale si tiene molto ed un'occasione storica per la città per aprire una porta verso l'Oriente sfruttando, nel senso positivo del termine, la risorsa padre Matteo Ricci. Bianchini e Ciaffi sono tornati alla carica, in occasione del festival del Cinema di Venezia il cui allestimento è stato curato anche per il 2008 dallo scenografo maceratese, con Dante Ferretti e ne hanno ottenuto un assenso di massima. Una disponibilità ad essere della partita: una partita che andrà a concretizzarsi sotto forma di spettacoli, opere liriche nel particolare, e di allestimenti di mostre permanenti. Un progetto articolato e complesso che andrà a definirsi a breve termine ma l'adesione di un personaggio del calibro di Dante Ferretti rappresenta una garanzia per quanti hanno a cuore l'operazione padre Matteo Ricci. Non che serva Dante Ferretti per dare valore all'opera del gesuita maceratese ma sicuramente è utile la firma di un grande artista per centrare l'obiettivo di far entrare il territorio maceratese nel circuito globale dell'economia, della cultura e della comunicazione. L'occasione irrepetibile è appunto quella delle celebrazioni ricciane ed il sì di Ferretti potrebbe essere la garanzia di avere in mano la chiave giusta per scardinare il secolare isolamento del territorio. Lo scenografo Dante Ferretti è appena rientrato negli Usa dopo la lunga parentesi estiva italiana consumatasi tra Macerata, Roma, la Sardegna e Venezia e l'augurio è che si riesca a definire in tempi brevi una sequenza celebrativa degna di padre Matteo Ricci e delle attese del comprensorio maceratese.