Molti dicasteri non hanno presentato la lista al Tesoro; puntano a sconti in manovra Molte e ambiziose novità quest'anno, a partire dalla manovra triennale anticipata all'estate col decreto legge n. 112, già convertito in legge dalle Camere. E altrettanti problemi nella gestione concreta dei provvedimenti di finanza pubblica che rimangono da varare: la Finanziaria, ancorché ridotta a una versione ridottissima, e il bilancio di previsione. I primi, ma certo non inattesi, segnali dì difficoltà provengono da Via XX Settembre, dove entro venerdì scorso sarebbero dovuti approdare gli schemi di bilancio di previsione dei vari ministeri. La data è indicata nella circolare con cui il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, dettava il 24 luglio scorso i criteri di applicazione dei tagli alle spese disposti dal decreto della manovra. Per ora, all'appello mancano varie amministrazioni centrali. E neppure questo sorprende: per la prima volta, alla relativa novità di un bilancio riformato per programmi e missioni e inaugurato soltanto nell'esercizio in corso, si aggiunge l'innovazione delle "rimodulazioni" tra i tagli di spesa. Di che si tratta? Il decreto 112, anticipando la Finanziaria e la relativa correzione triennale del deficit, stabilisce che metà della riduzione del disavaazo, pari a 31 miliardi al 20;l, anno del previsto pareggio, avvenga mediante tagli alle spese di ministeri (il resto è pare in gran parte basato su riduzioni di pagamenti: tre miliardi dalla sanità, più di nove dagli enti locali; ma questa è un'altra storia). La portata dei tagli è assai impegnativa, tanfo da far nascere dubbi sulla sua sopportabilità da parte delle amministrazioni. Tra l'altro, il servizio del bilancio del Senato, in uno studio, ha ricordato come già i molti tagli effettuati in passato su spese per beni e servizi e investimenti fissi lordi abbiano indotto i ministeri ad assumere debiti "fuori bilancio", al di fuori cioè delle normali procedure contabili: prassi condannata dalla Corte dei conti. Proprio il peso dei tagli, che per la prima volta vanno molto al di là di consueti limiti di legge, ha indotto il Governo a una sorta di compensazione: le amministrazioni possono farli gravare, entro limiti ristretti, sull'una o sull'altra voce di spesa, a seconda della maggiore o minore importanza di ciascuna. Un tentativo dì rendere più flessibile il bilancio e, al tempo stesso, di responsabilizzare i dicasteri. Il tutto ne! rispetto degli obiettivi contabili. Ecco allora la delicatezza della situazione: ogni ministero, nel redigere la sua bozza di bilancio di previsione (nota preliminare), deve indicare con precisione, per il 2009-2011, quali programmi di spesa ritiene prioritari all'interno di ogni singola, grande "missione" ministeriale. Le direzioni generali dovrebbero insomma superare le loro tradizionali resistenze e rinunciare a stanziamenti a favore di altri settori da sostenere. Una volta redatte, le note preliminari, naturalmente rispettose dei tagli, passano al vaglio del ministero dell'Economia. Un parziale esperimento, nella Finanziaria 2007, non è stato confortante. L'esame dell'Economia richiederà non meno di una die-cina di giorni. Dapprima si era sperato di varare Finanziaria e bilancio di previsione entro il 20 settembre. Ora la scadenza sembra essersi allungata al 25. In questo frattempo, alcuni ministeri stanno impiegando le loro migliori risorse intellettuali per tentar di attenuare i tagli, se non-di aggirarli. La Finanziaria, ancora da scrivere, è l'ovvio strumento cui ricorrere a quel fine. Anche se ridotta al suo "contenuto tipico", senza le norme sostanziali che il decreto ha anticipato, essa conterrà numerose tabelle, su cui si concentra la speranza dei dicasteri. Tuttavia le tabelle A e B, contenenti i fondi speciali per il finanziamento di leggi di fu tura approvazione, non aprono spazi: si limiteranno alle restanti somme non impiegate, senza denari aggiuntivi. Le tabelle seguenti, che finanziano leggi pluriennali, potrebbero aprire delle occasioni. Ma esse già risentono dei tagli apportati dal decreto. Anche in questo caso i varchi sembrano chiusi. E si apre altresì una questione di coordinamento tra Finanziaria e decreto. L.L.G.
ROMA Tagli, i ministeri temporeggiano
Il governo sta affrontando difficoltà nella gestione dei provvedimenti di finanza pubblica, come la Finanziaria e il bilancio di previsione. Molti dicasteri non hanno presentato la lista al Tesoro, e il governo sta cercando di trovare un modo per farli approvare. Il decreto legge n. 112 ha anticipato la Finanziaria e ha stabilito che metà della riduzione del disavanzo avvenga mediante tagli alle spese di ministeri. Tuttavia, i tagli sono molto impegnativi e potrebbero essere difficili da sostenere. Il governo sta cercando di rendere più flessibile il bilancio e di responsabilizzare i dicasteri, ma la situazione è delicata.
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