Il «simpatico pennuto» infatti è una garanzia di qualità in quanto «volatile migratore esigente su dove vuoi far tappa e nidificare». E l'esigente upupa ha deciso di nidificare proprio a Pompei lanciando un messaggio di speranza «a noi umani»: «l'ambiente è migliorato assai». Sono anche stati eliminati «i rovi che infestavano le rovine» (sic) e rischiavano di strappare «le piume bianche e nere» al volatile. A ulteriore e inoppugnabile conferma c'è la testimonianza della paleobotanica Anna Maria Ciarallo: a lei spetta il merito di aver individuato l'uccello. Però c'è un però. Proprio sull'Unità c'è un box che potrebbe compromettere le tesi ornitologiche qui riassunte. Infatti si legge: «I primi sette mesi del 2008 hanno registrato un robusto e preoccupante calo (dei biglietti, ndr) : dal milione e 522 mila sono scesi a un milione e 326 mila». Non sarà che l'esigente upupa è tornata perché i turisti sono in fuga? Non sarà che il simpatico pennuto si trova a suo agio in un sito che in buona percentuale è chiuso ai visitatori? Speriamo che l'upupa lanci altri messaggi «a noi umani» e soprattutto agli ex comunisti. Lei che vola alto forse troverà la soluzione al degrado che umilia Pompei. Gli scavi sono messi male. L'upupa lo sa ma anche noi umani ed ex comunisti possiamo saperlo. Basta andarci senza sventolare la tessera dell'ordine dei giornalisti e pagare alla cassa il dovuto. Non c'è da fare la coda, la biglietteria a volte è deserta anche nei giorni di vacanza. Iniziamo il nostro tour all'interno. Il turista è abbandonato nelle viuzze senza informazioni comprensibili. Il personale è introvabile. La superficie aperta al pubblico in teoria sarà anche raddoppiata (come dice il soprintendente Pier Giovanni Guzzo a Stefano Miliani dell'Unità) ma in pratica molti fra i principali monumenti sono chiusi. Vuoi entrare comunque nelle zone vietate? Sì può fare, direbbe Veltroni: è sufficiente allungare la mancia alla guida come documentato dalle telecamere della trasmissione Exit di La7. Proseguiamo. I flash impazzano nei luoghi in cui sono proibiti. Una lattina di Coca Cola e un orrido panino al prosciutto costano otto euro. Questo inverno è stato preparato un percorso per l'infanzia che ha fatto piangere i bambini perché si concludeva in una palazzina purtroppo chiusa a doppia mandata. Secondo l'Unità il sito invece è quasi perfetto. L'upupa è contenta, nidifica è si liscia le penne. È piuttosto l'esterno a destare qualche perplessità: «I parcheggi, ad esempio, sono in ma-no ai privati. Le bancarelle, ad esempio, che vendono guide e gadget e altro...». Ai privati? Questo è giocare con le parole per infinocchiare la gente: i parcheggi sono in mano agli abusivi, lo sanno rutti. A Pompei il sommerso è così emerso da saltare all'occhio perfino di un'upupa cieca. Il sommerso danneggia proprio i privati onesti che chiedono le licenze invece di aprire un'attività abusiva. Intervistare albergatori, ristoratori e commercianti della zona per conferma. Anche senza aspettare il messaggio dell'upupa. A proposito, dimenticavo: il «simpatico pennuto» è stato a lungo calunniato a causa del suo grido monotono e sinistro. Si diceva menasse gramo. Museo delle Sinopie all'asta Inizia il piano di dismissione dei beni del Santa Chiara AA... Museo offresi al miglior offerente. L'Azienda Ospedaliere ha bandito la gara pubblica con la quale ha messo all'asta nientemeno che il Museo delle Sinopie (il solo immobile ovviamente, senza le sinopie). La vendita è importante non solo per il prestigio dell'immobile messo sul mercato, ma anche e soprattutto perché segna l'inizio ufficiale del piano di dismissione degli immobili dell'ospedale Santa Chiara proprietà dell'Aoup in vista del progressivo trasferimento nel nuovo policlinico a Cisanello e del riutilizzo dell'area dell'antico ospedale per finalità ricettivo-residenziali. Il piano di cessione degli immobili non più strategici è stato messo a punto dei tecnici dell'azienda con il direttore generale Vairo Contini, che ha illustrato a «La Nazione» i dettagli di questa prima tranche dell'operazione. SI PARTE dunque con il Museo, attualmente affittato all'Opera della Primaziale che vi espone le sinopie degli affreschi del Camposanto Monumentale. L'immobile appartiene alla storia più antica della nostra città: venne edificato nel 1338 come ricovero per i malati e rimase in uso all'ospedale fino al 1969 per essere poi trasformato (1975) in museo. L'attuale facciata, di impronta sei-centesca, è arricchita da due ordini di finestre riquadrate in pietra serena: all'interno si trova un grande locale di oltre 800 metri quadrati e un'altezza media di 11 metri per una volumetria complessiva di oltre 9mila me. Sull'edificio pendono due vincoli: quello della Soprintendenza e quello della destinazione d'uso, che è e resterà a Museo. Il prezzo base dell'asta è di 1,8 milioni di euro. ALTRO immobile posto in vendita è quello dell'ex ospedale di Calambrone. Il complesso si trova sul viale del Tirreno ed è stato realizzato nei primi anni Sessanta come «Istituto cure marine». Negli anni Settanta entra nel patrimonio dell'Usi: è costituito essenzialmente da tre blocchi principali per una superficie complessiva di oltre Smila metri quadrati (che si sviluppano su tre pia-f ni) e una volumetria di 13mila me, oltre a circa 18mila metri di verde, strade, parcheggi e locali accesso-ri. In questo caso la destinazione d'uso è residenziale o turistico-ricettiva e il prezzo base d'asta di 8,5 milioni di euro. ULTIMO bene messo in vendita è il complesso dell'ex poliambulato-rio «II Parlaselo» a Porta a Lucca, una costruzione moderna dove si trovavano gli ambulatori dei medici che svolgevano attività intra moenia per l'Aoup. Si tratta del primo piano dell'immobile, servito da ascensore panoramico e composto da 19 locali già destinati ad ambulatori, studi medici e sale d'attesa, quattro ripostigli e quattro servizi igienici. L'immobile è libero da af-fittuari, per una superficie lorda di circa 530 mq e un'altezza media di 2,70 metri. Il prezzo base è di un milione e 450mila euro. Le offerte per ciascun bene proposto in vendita dovranno pervenire entro le ore 12 del 23 settembre 2008. Modalità, regolamento, criteri e modalità di aggiudicazione insieme al bando completo di gara completo sono disponibili sul sito dell'Azienda Ospedaliera.
L'Unità scopre un uccello che rivaluta Pompei e il suo patrimonio
Il Museo delle Sinopie di Pompei è stato messo all'asta con un prezzo base di 1,8 milioni di euro. L'immobile appartiene all'ospedale Santa Chiara e sarà venduto per finanziare il trasferimento del poliambulatorio in un nuovo sito. Il piano di dismissione degli immobili dell'ospedale è stato messo a punto dai tecnici dell'azienda con il direttore generale Vairo Contini. Il complesso include un grande locale di oltre 800 metri quadrati e un'altezza media di 11 metri. L'asta si terrà il 23 settembre 2008 e le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo