Entro un paio d'anni l'Accademia di Brera potrebbe traslocare alla Bovisa, accanto alle facoltà del Politecnico già insediate nello storico quartiere ex operaio. Un progetto presentato ai ministeri dei Beni culturali e dell'Università prevede la costruzione di tre nuovi edifici in Via Durando. Il progetto è sostenuto dal presidente dell'Accademia Stefano Zecchi, dal Politecnico e dal Comune. Nello storico palazzo di Brera e a palazzo Citterio resterebbero una sede di rappresentanza e un museo. Tre moderni edifici di vetro e rame costruiti nel cuore della Bovisa, l'antico territorio agricolo (pascolo dei bovis, i buoi), poi storico quartiere (ex) operaio, raccontato da Testori e dipinto da Sironi, che nell'ultimo decennio è diventato uno dei più dinamici poli universitari milanesi. Qui potrebbe traslocare, entro un paio d'anni, l'Accademia di Brera. Risolvendo, così, il cronico problema della mancanza di spazi e di servizi nell'antico palazzo di via Brera. E rilanciando la sua neonata identità universitaria (riconosciuta da una recente legge), grazie al contatto e alle sinergie con le tre facoltà del Politecnico che alla Bovisa si sono già insediate da tempo: Architettura, Ingegneria meccanica e Disegno industriale. Senzacontare il futuro Museo del Presente (dedicato all'arte contemporanea), che il Comune promette di realizzare negli exgasometri dell'Aer: ulteriore tassello di un ambizioso mosaico che vedrebbe sorgere, alla Bovisa, un "polo della creatività" di livello internazionale. Il progetto della nuova "Struttura di formazione artistica superiore" (progetto preliminare, nome provvisorio) è stato presentato nei giorni scorsi ( 15 gennaio) a una riunione della Commissione interministeriale, insediata dai ministri Urbani (Beni culturali) e Moratti (Università), per trovare una soluzione all'ormai irnprocrastinabile sovraffollamento del palazzo di Brera, dove coabitano l'Accademia, la Pinacoteca e altri istituti. È firmato dalla società Andumor, presidente l'ingegner Gianni Silva, proprietaria alla Bovisa di una vasta area industriale dismessa, che in parte È già stata affittata al Politecnico. L'area è quella di via Durando, in faccia agli ex capannoni della fabbrica Cereti e Tanfani, ristrutturati e abitati dalla facoltà di Disegno industriale. Qui dovrebbero sorgere i tre nuovi edifici, per un totale di oltre 20 mila metri quadrati, il triplo rispetto a quelli sui quali può contare oggi l'Accademia. Un edificio è già in costruzione (per l'Accademia o per chi altri vorrà acquistarlo o affittarlo), e potrebbe essere ultimalo entro 12 mesi. Per gli altri due sarebbero necessari non più di 18-24 mesi. Nel nuovo campus, periferico rispetto a Brera ma facile da raggiungere grazie agli ottimi collegamenti ferroviari (a Bovisa fermano i treni della Nord e del Passante ferroviario), l'Accademia troverebbe lutti quegli spazi e servizi che oggi le mancano; aule (di piccola, media e grande dimensione: da 25 a 150 posti, più un'aula magna da 300); laboratori, uffici e atelier per gli artisti insegnanti, biblioteca e naturalmente bar, ristoranti e parcheggi. L'idea del campus, sostenuta dal presidente dell'Accademia, Stefano Zecchi, e dal vicepresidente Ennio Brion, è stata accolta con molto interesse da uno dei più influenti esponenti della commissione interministeriale, l'architetto Cecchi, direttore generale del ministero dei Beni culturali. Sembra che piaccia anche ai due ministri. Convince il rettore del Politecnico Ballio e interessa all'assessore comunale all'urbanistica Gianni Verga. Resta da vedere come reagiranno in Accademia gli studenti e, soprattutto, i professori.