Le Monde È il progetto alternativo che sarà proposto. "Con le varianti si può costruire" Cè anche il disegno di un "parking-museo", che rinuncia a uno dei sette piani di macchine per trasformarlo in platea sulle antichità, tra le carte che oggi pomeriggio gli esperti convocati al Collegio romano prenderanno in esame prima di dire la loro al ministro Bondi sul futuro del Pincio. E in attesa che il sindaco Alemanno e i suoi assessori giovedì decidano una volta per sempre se intendono mandare avanti il cantiere della discordia ereditato dallamministrazione Veltroni. O se sono pronti, fermando le ruspe, a un doppio rischio: il Campidoglio, a pagare alcuni milioni di penale; la giunta, a subire unindagine della Corte dei Conti per il danno erariale che ne conseguirebbe. Ma intanto oggi docenti di archeologia, paesaggisti e architetti-restauratori spulceranno innanzitutto le autorizzazioni al parcheggio, rilasciate nel 2004 e 2005 dai soprintendenti di Roma, e il rapporto stilato agli inizi di agosto scorso dagli archeologi dello Stato che, sotto la terrazza panoramica, hanno trovato più resti antichi di quanto si fosse capito con i primi saggi di scavo: una struttura idrica su più livelli, con gallerie voltate e piccole terme risalenti almeno al primo secolo dopo Cristo. Le bandiere dei «sì» e dei «no» attraversano trasversalmente i campi dei politici e degli accademici. E la partita si deciderà in zona Cesarini. Molto probabilmente, ci saranno bisogno dei supplementari. E per questo il direttore regionale del ministero, Luciano Marchetti, rivela: «Sentiremo anche gli uffici legislativi, prima di decidere». Comunque vada, i resti rinvenuti - forse propaggini dei celeberrimi horti appartenuti a Lucullo e Messalina, forse strutture di una domus che larcheologa del Comune Marina Mattei, contraria al parcheggio, ipotizza «fosse servita dalle condutture scoperte e dalla cisterna da mille metri cubi sotto Villa Medici» - saranno salvati. Certamente sarebbero valorizzati anche dal progetto alternativo che la stazione appaltante Atac ha formulato per aderire alla condizione posta dalle soprintendenze statali: «Con varianti, si può fare». Lipotesi alternativa mantiene le grate di areazione nascoste nelle aiuole - o al centro del piazzale ricoperto di ghiaia drenante - del primo progetto, documentato dalla simulazione video in esclusiva su Repubblica.it E prevede però uno spostamento dello scavo di 25 metri (con lapertura daccesso sullangolo estremo della seconda rampa del colle) verso linterno, così da permettere la musealizzazione dei resti romani. Protetti e visibili attraverso vetrate, come ipotizza il progetto, gli ambienti ipogei risultano raggiungibili e godibili direttamente da piazzale Napoleone I. La proposta prevede che il primo e più alto dei sette piani diventi spazio di servizio con bar, biglietteria e due sale proiezioni circolari allestremità opposta degli antichi impianti venuti alla luce questanno.