I vertici di "Italia nostra" spingono Alemanno verso il sospirato, decisivo «No» al parking sul Pincio. Certo della vittoria il presidente della sezione romana, Carlo Ripa di Meana: «Il ministro Bondi e il sindaco Alemanno hanno fatto una scelta di civiltà, hanno deciso che il Pincio è "un bene comune". Lincubo della profanazione si è dissolto. Il supergarage del Pincio non si farà più. Manca solo di completare un iter burocratico che dia la più idonea forma giuridica». E il presidente nazionale dellassociazione ambientalista, il giudice di Cassazione Giovanni Losavio, sussurra nelle orecchie della giunta comunale: «Per il Pincio, bene culturale espressamente riconosciuto con apposita dichiarazione, vale il divieto posto dal Codice dei beni culturali e penalmente sanzionato, non solo di usi incompatibili con il carattere storico e artistico, ma innanzitutto di trasformazioni che ne pregiudichino la stessa integrità fisica». E mentre il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali, Salvatore Settis, ha rivelato a luglio (ma il Giornale dellArte è in edicola oggi) il suo giudizio («il parcheggio è un errore; gli errori li fanno tutti e li possono correggere tutti»), certo «della decisione di dire di no» di Bondi si dice segretario generale Uil-Beni culturali, Gianfranco Cerasoli: «La convocazione dei Comitati tecnico scientifici in seduta congiunta (oggi alle 17, ndr) appare come lultimo passo per avere anche una copertura "tecnica" che serva a liberare lattuale amministrazione comunale da un contenzioso enorme a cui comunque è esposta». Infine lAssociazione diritti utenti e consumatori (Aduc) prevede «caos assicurato per larea compresa tra il Pincio, piazza del Popolo, e piazzale Flaminio» quando vi arriveranno i passeggeri del futuro aeroporto di Viterbo. (c.a.b.)
ROMA - Carlo Ripa di Meana: "Il colle è un bene comune" "Quel supergarage alla fine non si farà"
I vertici di "Italia nostra" hanno spinto il presidente della sezione romana Carlo Ripa di Meana a chiedere un no al supergarage del Pincio. Il ministro Bondi e il sindaco Alemanno hanno deciso di proteggere il Pincio come bene culturale. Il presidente nazionale di "Italia nostra" Giovanni Losavio ha sussurrato al sindaco che il Pincio è un bene culturale protetto dal Codice dei beni culturali. Il segretario generale di Uil-Beni culturali Gianfranco Cerasoli ha convocato i Comitati tecnico scientifici per avere una copertura tecnica per liberare l'amministrazione comunale da un contenzioso.
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