Quella della alienazione da parte del Comune di Napoli del Circolo del Tennis di viale Dohrn è una vicenda annosa e tormentata. "Repubblica" ha dato notizia il 31 agosto scorso che lassessore al Patrimonio Di Mezza avvierà la procedura di vendita di tale pregiato bene comunale nel prossimo mese di ottobre. Di Mezza aveva lamentato ("Repubblica" del 29 agosto) che la Soprintendenza ai Beni architettonici di Napoli bloccava le procedure di vendita dei beni comunali con esasperante lentezza, tranne che per il Circolo del Tennis, edificio dichiarato dalla stessa privo di qualsiasi interesse storico. Siffatto giudizio non è condivisibile. Un breve ma necessario antefatto. La giunta comunale aveva deciso di mettere in vendita il Circolo del Tennis nel 2004, ma Italia Nostra, con lappoggio della stampa napoletana, riuscì a bloccare liniziativa ora riproposta da Di Mezza. Ci schierammo contro la privatizzazione delledificio e dellarea (oltre 11.000 metri quadri) perché essa è annessa alla Villa comunale e allarea dellex Casina dei fiori, destinata a verde pubblico nel 1993 dallallora sindaco Bassolino, il quale, su richiesta di Italia Nostra, fece demolire un invasivo manufatto in cemento armato. È evidente che leventuale, futuro trasferimento del Circolo - secondo gli esperti per la sua attività sportiva la struttura ha bisogno di spazi ben più vasti - potrebbe consentire lacquisizione alla pubblica fruizione dellarea del Circolo, che si affaccia per ben 240 metri sul lungomare. Ma torniamo al problema delledificio del Circolo. Mario de Cunzo, già soprintendente ai Beni architettonici, ha ora scoperto che ledificio è stato progettato da Luigi Cosenza, maestro dellarchitettura razionale, e dallarchitetto viennese Bernard Rudofskj (lopera è pubblicata su "Casabella", aprile 1936). Ledificio è stato però realizzato dopo la guerra nel 1949 a cura di un collaboratore di Cosenza, lingegner Ceravola, che ha eseguito loriginario progetto. Assieme a de Cunzo abbiamo immediatamente portato quindi al nuovo soprintendente, Stefano Gizzi, la richiesta dellassociazione di assoggettare al vincolo monumentale architettonico, ai sensi del vigente Codice dei Beni Culturali, il Circolo del Tennis e lintera area a servizio della struttura. È opportuno sottolineare che consideriamo lattuale destinazione del Circolo e la sua attività sportiva pienamente compatibili con la tutela di questo bene, che deve però godere della qualifica di bene culturale. Di tale avviso si è dichiarato lo stesso Soprintendente, che modificherà in tal senso il precedente parere espresso da altri. È da rilevare infine che lassessorato al Patrimonio ha dato notizia che il valore commerciale, assegnato dalla Romeo Spa, delegata dal Comune, allimmobile in questione, è di oltre 20 milioni di euro. Tuttavia il Comune riconosce ai locatari il diritto di prelazione nellacquisto con una riduzione del 50. Per quanto ci riguarda restiamo contrari, per i motivi esposti, alla privatizzazione di questa area di altissimo pregio paesaggistico e ambientale.